SABATO 21 OTTOBRE ore 16,00

aspettiamo genitori e ragazzi

nella chiesa parrocchiale per

L'APERTURA DELL'ANNO CATECHISTICO

(2°- 8° anno)

L'inizio delle attività

per i bambini di prima elementare

è fissato per

SABATO 4 NOVEMBRE alle ore 16,00.

Gli incontri settimanali (1° - 7° anno) si svolgeranno

ogni sabato pomeriggio dalle ore 16,00 alle ore 17,15

con ingresso dall'oratorio e uscita dalla chiesa parrocchiale

dove diamo appuntamento ai genitori fin dalle ore 17,00

per vivere 15 minuti di condivisione comunitaria.

Gli incontri dei cresimandi (8° corso)

si svolgeranno ogni venerdì sera dalle ore 19,00 alle ore 20,00.

 

 

 

La nostra Comunità parrocchiale

saluta con gioia il Vescovo eletto Michele

e ringrazia il Signore

per il ministero episcopale

di Mons. Domenico Umberto D'AMBROSIO

LEGGI

IL SALUTO DEL VESCOVO ELETTO

AI FEDELI DELLA DIOCESI DI LECCE

www.diocesilecce.org/saluto-alla-diocesi-di-lecce-del-nuovo-pastore-mons-seccia/

 

 

ORARIO ESTIVO

S. MESSE FESTIVE

 

A partire da domenica 27 agosto

le S. Messe domenicali e festive

saranno celebrate alle ore

18,30.

Domenica 14 maggio

ore 10,30

l'Arcivescovo Domenico

celebrerà

il Sacramento della Confermazione.

Preghiamo per i nostri cresimandi!

 

Cambia l'orario

delle Celebrazioni vespertine

che avranno inizio

alle ore 18,30.

 

Mercoledì 22 marzo alle ore 19,00

incontro con i genitori dei bambini

che devono celebrare

per la prima volta

il sacramento della Riconciliazione.

Venerdì 25 febbraio

ore 18,30

secondo appuntamento del

laboratorio di teatro e scrittura creativa

del nostro oratorio

VEGLIONE DI CARNEVALE

SABATO 25 FEBBRAIO ore 16,00 - 18,30.

Condividi la merenda!

No Spray.

Ingresso gratuito

E' nata la pagina facebook

della nostra Biblioteca per ragazzi.

Vi invitiamo a visitarla e a iscrivervi al seguente link:

www.facebook.com/groups/1849093998663675/

 

S. MESSA  ore 18,00.

 

Venerdì 23 dicembre

al termine della Novena

(alle ore 20,30)

il Gruppo Madrigalistico Salentino

"P. Egino Ettorre"

presenta:

TEMPO SANTO DELL'AVVENTO:

ASPETTANDO GESU'

Ogni sera passiamo in chiesa per alimentare l'attesa della Sua venuta!

 

"LECTIO DIVINA" DI AVVENTO

Ogni Mercoledì alle ore 19,00 in sala riunioni!

 

 

A DICEMBRE

INIZIA IL

CORSO PRE MATRIMONIALE

riservato alle giovani coppie

che si preparano al sacramento nuziale.

(durata prevista circa tre mesi con un incontro settimanale in orario serale).

 

CAMBIA ANCHE L'ORARIO

DELLE MESSE VESPERTINE

FERIALI E FESTIVE

CHE AVRANNO INIZIO

ALLE ORE 18,00

Mercoledì 26 ottobre: dalle 19,00 alle 22,00 preghiera, catechesi e confessioni.

Giovedì 26 ottobre: ore 18,00 preghiera alla Basilica del Rosario (a porta Rudiae); ore 18,30 processione verso piazza Duomo e passaggio attraverso la Porta Santa; ore 19,00 S. MESSA presieduta dal Vescovo Domenico.

La parrocchia mette gratuitamente a disposizione dei fedeli che si prenoteranno un bus e a disposizione delle persone anziane o diversamente abili una navetta che arriverà direttamente in piazza Duomo (andata e ritorno). Si ringrazia per la generosa disponibilità l'agenzia "Viaggi CRUSI".

Lunedì 17 ottobre

alle ore 20,00

è convocato il

Ordine del giorno:

1) Programmazione anno pastorale;

2) Giubileo Parrocchiale del 27.10.2016

3) Valutazione sussidi liturgici e pastorali (amplificazione e luci in chiesa, foglietto della Messa, teatro);

4) Proposta esperienza estiva comunitaria;

5) Varie ed eventuali.

 

Sabato 17 e domenica 18

anche la nostra comunità raccoglierà

offerte e contributi volontari

per sostenere i fratelli colpiti dal terremoto.

A partire

da Domenica 4 settembre

LE MESSE DOMENICALI e FESTIVE della sera

avranno inizio alle ore 18,30.

 

CELEBRAZIONI LITURGICHE

nella Chiesa Cattedrale

dei SANTI ORONZO, GIUSTO e FORTUNATO 2016


 

Mercoledì 24 agosto

VESPRI SOLENNI alle ore 19,00

e a seguire PROCESSIONE per le vie del centro storico;

 

Venerdì 26 agosto

SOLENNE PONTIFICALE alle ore 11,00

presieduto dall'Arcivescovo Domenico

nella Chiesa Cattedrale.

Pellegrinaggio comunitario

in preparazione alla festa di S. Maria della Pace

Sabato 3 e domenica 4 settembre 2016

al Santuario del Getsemani a Capaccio e a Maratea.

Info e prenotazioni in ufficio parrocchiale.

(Organizzazione tecnica CRUSI VIAGGI)

S. MESSE DOMENICALI E FESTIVE

ore 08,00 e ore 20,00 (all'aperto in oratorio).

Le Messe feriali e prefestive avranno inizio alle ore 18,30.

Il Gruppo Madrigalistico Salentino

"Padre Igino Ettorre"

presenta

CONCERTO

"OMAGGIO A MARIA"

Sabato 11 giugno 2016

ore 20,30

presso la nostra chiesa parrocchiale.

Ingresso gratuito

ISCRIVETEVI AL

Info e prenotazioni in ufficio parrocchiale

A conclusione dei laboratori annuali 

della nostra Biblioteca dei ragazzi

Giovedì 16 maggio

ore 17,00 - 19,00

VISITA GUIDATA

della Biblioteca provinciale. 

Iscrizione gratuita per adulti e bambini!

SABATO 28 MAGGIO

ore 21,00

COMMEDIA DIALETTALE

a cura del gruppo teatrale "Il Borgo".

Info e prevendita in ufficio parrocchiale

 

 

SOLENNE PROCESSIONE CITTADINA

DEL CORPUS DOMINI

 

La processione muoverà dalla chiesa parrocchiale

"S. Antonio a Fulgenzio"

alle ore19.30

 

 

Domeniche in biblioteca

per grandi e piccini:

 

FIABE IN MUSICA

tra musica e parole.

DOMENICA 15 MAGGIO

ore 11,15

in sala conferenze.

VEGLIA DIOCESANA

DI PENETECOSTE

Sabato 14 maggio

ore 20,00

piazza Duomo

Lunedì 25 aprile

USCITA DI COMUNITA'

e visita di

Gravina e del "Parco Nazionale dell'Alta Murgia".

Partenza ore 07,00

(nei pressi della chiesa parrocchiale)

ISCRIVETEVI IN UFFICIO PARROCCHIALE!

 

"Grandi e piccole biblioteche dialogano"

Gabriele DE BLASIbibliotecario provinciale

incontra

grandi e piccini.

DOMENICA 10 aprile

ore 11,15 in oratorio.

TRIDUO PASQUALE 2016

PROGRAMMA DELLE CELEBRAZIONI

GIOVEDÌ SANTO

Messa crismale (DUOMO)     ore 09.30

Messa in Coena Domini          ore  18.30

Adorazione comunitaria         ore 23.00

VENERDÌ SANTO

                      Ufficio delle letture e Lodi      ore  08.30

                      Ora Media                                 ore  15.00

                      Celebrazione della Passione  ore  18,30

                      Via Crucis nel quartiere           ore 20.00

SABATO SANTO

               Ufficio delle letture e Lodi       ore 08.30

               Solenne Veglia Pasquale         ore 22.30

DOMENICA DI PASQUA             

 S. Messe                                   ore 08.00; 10.30; 18.30

             _____________________

CONFESSIONI

    Lunedì e Martedì pomeriggio ore 16,30 - 20,00.    

    Venerdì ore 9.00-11.00   e  15.30-18.00

     Sabato  ore 9.00-11.00  e  16.00-20.00

 e comunque ogni giorno fuori dall’orario delle celebrazioni. Venerdì e Sabato Santo dopo le ore 11,00 il Parroco visiterà gli ammalati e dunque non potrà assicurare il servizio delle confessioni in chiesa.

DOMENICA DELLE PALME 2016

Benedizione delle palme e dei rami d'ulivo

ore 10,15

presso il piazzale tra via Gallo e via Scardìa.

S. MESSE

ore 08,00 - 10,30 - 18,00

LA NOSTRA COMUNITA'
PRONTA A FARSI PELLEGRINA
PER IL GIUBILEO STRAORDINARIO DELLA MISERICORDIA.

Segui il pellegrinaggio sulla nostra pagina facebook!!!

SALVA UNA VITA

aiutandoci ad acquistare un defibrillatore

che sarà messo a disposizione

della nostra comunità e dei ragazzi che praticano sport in oratorio.

S. Messe con il rito

dell'imposizione delle Ceneri

ore 18.00

ore 20,30.

 

GIORNATA della MISERICORDIA

Giovedì 4 febbraio

dalle ore 16,30 alle 19,30

ADORAZIONE EUCARISTICA

e CONFESSIONI !

CAMPO SCUOLA

ESTATE 2016

per giovani e giovanissimi

Soriano nel Cimino

16 - 21 agosto

Info e iscrizioni con Gianmarco e donsi

 


 

S. MESSA DI RINGRAZIAMENTO

alla fine dell'anno civile

e CANTO DEL "TE DEUM"

 

Giovedì 31 dicembre

alle ore 18,00

 Giovedì 24 dicembre

ore 22,30

SOLENNE VEGLIA

DEL SANTO NATALE

Venerdì 25 dicembre

Solennità del Natale del Signore

S. MESSE

ore 08,00 | 10,30 | 18,00


SABATO 19 DICEMBRE

ore 16,00

SPETTACOLO DI NATALE

a cura dei bambini e ragazzi del catechismo.

La comunità è initata a partecipare!

 

Apertura Porta Santa nella Cattedrale di Lecce

DOMENICA 13 DICEMBRE

ore 16,30

ritrovo presso la chiesa di S. Irene sul corso,

processione verso piazza Duomo,

passaggio attraverso la Porta Santa e

S. MESSA.

 

Elezioni del Consiglio Pastorale Parrocchiale

 

Consulta i risultati delle votazioni e l'elenco dei candidati eletti:

fine.pdf (215640)

A partire da domenica 8 novembre

LE S. MESSE VESPERTINE,

sia feriali che festive e pre-festive,

saranno celebrate alle ore 18,00.

COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI

 

Celebrazione comunitaria

alle ore 18,30.

 

All'ingresso della chiesa

troveremo un foglio sul quale annotare i nomi

dei defunti in suffragio dei quali

celebreremo la S. Eucarestia

Prende avvio anche nella nostra comunità

un'intensa settimana di preparazione alla prossima

GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE.

Domenica 11 ottobre alle ore 10,30

testimonianza di suor Mimina QUARTA, missionaria in Tanzania.

Sabato 17 e Domenica 18 ottobre

(al termine delle Messe festive)

Fiera Missionaria del dolce e Lotteria di beneficienza.

Domenica 18 ottobre

S. Messa alle ore 10,30 animata dai bambini del catechismo.

Tutte le offerte raccolte saranno devolute

alle Pontificie Opere Missionaria e alla Missione in Tanzania.

 

 

 

SABATO 3 OTTOBRE

ore 16,00

inizio del nuovo anno catechistico

Programma: ore 16,00 preghiera comunitaria di inizio anno;

Ore 16,25 Incontro parroco - genitori;

Ore 16,30 Festa e merenda in oratorio.

 

Scarica e compila il nuovo modulo di iscrizione 2015/16

Modulo iscrizione 2015 2016.docx (140172)

SOLENNITA' DI

S. MARIA DELLA PACE

SABATO 12 SETTEMBRE 2015

 

Concerto bandistico per le vie della parrocchia ore 17,30;

Solenne celebrazione eucaristica ore 18,30;

Solenne processione ore 19,30;

Festa del comunità ore 21,00

(concerto dei Drink and cigarettes club e spettacolo di cabaret, puccia salentina e crepes).

 

DOMENICA 13 SETTEMBRE 2015

Sante messe solenni ore 08,00 / 10,30 / 18,30

S. Rosario di ringraziamento ore 19,30

Finalissima torneo calcetto ore 20,15.

 

 

 

 

SOLENNI FESTEGGIAMENTI in onore di S. MARIA DELLA PACE (2015)

“Sotto la tua protezione troviamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.” (Antifona mariana)

Mercoledì 2 settembre

Ore 19,00    Torneo di calcetto per la categoria bambini e ragazzi;

Ore 20,30    Festa del borgo in oratorio (salsiccia, crěpes, musica e balli di gruppo).

 

Giovedì 3 – Venerdì 11 settembre

Torneo di calcetto per la categoria giovanissimi e adulti.

 

Sabato 5 – Domenica 6 settembre

Pellegrinaggio a Pietrelcina sulle orme di San Pio.

 

Sabato 5 settembre

Ore 18,00    ROSARIO MEDITATO;

Ore 18,30    S. MESSA SOLENNE DI APERTURA DEL SETTENARIO DI PREGHIERA.

 

Domenica 6 settembre

Ore 08,00 e 18,30 S. MESSE FESTIVE della XXIII Domenica del Tempo Ordinario.

 

Lunedì 7 – Venerdì 11 settembre

Ore 18,00    ROSARIO MEDITATO;

Ore 18,30    S. MESSA SOLENNE NEL SETTENARIO DI PREGHIERA.

 

Mercoledì 9 settembre

Ore 20,45    Visita guidata alla scoperta dei tesori del centro storico di Lecce.

 

Sabato 12 settembre

Ore 18,30    S. MESSA SOLENNE nei Primi Vespri della Solennità di S. Maria della Pace;

Ore 19,30    SOLENNE PROCESSIONE per le vie della Parrocchia, accompagnata dal Gruppo bandistico “Maria SS. Ausiliatrice” di Monteroni;

Ore 20,45    Grande festa della comunità in oratorio:

Concerto del Gruppo musicale “Drink and Cigarettes Club”, canta Anna Grazia PELUSO;

Risate a crepapelle con lo spettacolo di cabaret di “Valdo e Cino”;

Panini, crěpes e dolci del borgo a volontà.             

Domenica 13 settembre

Ore 08,00    S. MESSA NELLA SOLENNITA’ (presiede don Giovanni QUARTA)

Ore 10,30    S. MESSA NELLA SOLENNITA’ (presiede don Bruno SPAGNOLO);

Ore 18,30    S. MESSA NELLA SOLENNITA’ (presieduta dal Parroco);

Ore 19,30    ROSARIO MEDITATO DI RINGRAZIAMENTO alla Madonna della Pace;

Ore 20,30    Finalissima del torneo di calcetto categoria giovanissimi e adulti.

Cari amici, si avvicina la festa della Madonna della Pace e della nostra comunità.

Sono aperte le iscrizioni al quarto torneo di calcetto "Madonna della Pace" per due categorie:

1) mini-torneo bambini/ragazzi fino all'anno 2002 [iscrizione 3 euro]

2) torneo ragazzi/adulti a partire dall'anno di nascita 2003. [iscrizione ragazzi 10 euro e adulti 12]

Vi aspettiamo


SOLENNITA' DEI SANTI PATRONI

24 agosto 2015

 

Vespri solenni alle ore 18,30 (in cattedrale);

 

Processione cittadina alle ore 19,00 (da piazza Duomo);

 

26 agosto 2015

 

Solenne pontificale alle ore 11,00 (in cattedrale);

S. Messa alle ore 18,30 (in parrocchia).

 

HA PUBBLICATO

QUESTO INTERESSANTISSIMO ARTICOLO

SUL PROGETTO DEL NOSTRO NUOVO ORATORIO:

www.leccenews24.it/attualita/arriva-l-oratorio-a-borgo-pace-un-intero-rione-in-festa.htm

 

DOMENICA e FESTIVI: 8,00 | 20,00

FERIALI E PRE FESTIVI:       18,30

 

 

 

LAVORI IN CORSO IN ORATORIO...

Continuate ad aiutarci con le vostre offerte...

 

VOTA IL NOSTRO PROGETTO:

Un cortile per i ragazzi di Borgo Pace

facciamoinsieme.bricocenter.it/?tx_casabrico_project[project]=676&tx_casabrico_project[action]=show&tx_casabrico_project[controller]=Project2014&cHash=c8773db06597e2059d10c262471828f4

 

ABBIAMO UN SOGNO...

e chiediamo il tuo aiuto per poterlo realizzare!

Fai la tua generosa offerta per realizzare il sogno dei nostri ragazzi

di avere un campo da calcetto, un campo polivalente (basket e volley) e la piazzetta d'oratorio.

(Puoi richiedere l'attestazione/ricevuta della tua offerta che ti consentirà la deducibilità della tua donazione dalla dichiarazione dei redditi della persona fisica o d'impresa).

 

 

Martedì 2 giugno

La Madonna pellegrina

torna nella nostra chiesa parrocchiale.

Ore 18,00 S. ROSARIO

Ore 18,30 S. MESSA DI RINGRAZIAMENTO

Ore 19,00 PREGHIERA MARIANA.

Info e prenotazioni in ufficio parrocchiale.

Referenti: accolito Antonio Giannuzzi e lettore Francesco Gigante

1° Maggio di comunità

 

USCITA DI COMUNITA'

 

Programma di massima:

- Ritrovo ore 07,00 presso la chiesa parrocchiale

- Partenza ore 07,30

- Arrivo ore 10,00 circa

- Visita della Cattedrale Romanica e del centro storico, celebrazione della Messa

- Pranzo al sacco ore 13,00 circa

- Trasferimento a Casteldelmonte e visita del Castello

(gratuita per i minori di anni 18; euro 2,50 per i minori di anni 27; euro 5 adulti)

- Partenza con rientro previsto a Lecce alle ore 19,00 / 20,00 circa

 

CATTEDRALE DI TRANI

CASTELDELMONTE

 

Pranzo al sacco

Info e prenotazioni in ufficio parrocchiale / oratorio.

 

Organizzazione tecnica: VIAGGI CRUSI

 

CONVEGNO DIOCESANO SULLA FAMIGLIA


Lunedì 20 - Martedì 21 - Mercoledì 22 aprile

ore 16,30 - 20,00

 

Parrocchia S. Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

 

via Jacopone da Todi, Trepuzzi

 

ore 22,30

TRIDUO PASQUALE 2015

PROGRAMMA DELLE CELEBRAZIONI

GIOVEDÌ SANTO

Messa crismale (DUOMO)     ore 09.30

Messa in Coena Domini          ore  19.00

Adorazione comunitaria         ore 23.00

VENERDÌ SANTO

                      Ufficio delle letture e Lodi      ore  08.30

                      Ora Media                                 ore  15.00

                      Celebrazione della Passione  ore  19.00

                      Via Crucis nel quartiere           ore 20.00

SABATO SANTO

               Ufficio delle letture e Lodi       ore 08.30

               Solenne Veglia Pasquale         ore 22.30

DOMENICA DI PASQUA             

 S. Messe                                   ore 08.00; 10.30; 18.30

             _____________________

CONFESSIONI

    Lunedì e Mercoledì ore 16.00-18,30    

    Venerdì ore 9.00-11.00   e  15.30-18.30

     Sabato  ore 9.00-12.00  e  16.00-20.00

 e comunque ogni giorno fuori dall’orario delle celebrazioni

La nostra comunità si prepara a costituire il 

Dallo Statuto Diocesano vigente del 19.10.1995

art. 1  Il Consiglio Pastorale Parrocchiale, a norma del can. 536 del Codice di Diritto Canonico, è l'organo rappresentativo della Comunità parrocchiale, segno e strumento di comunione e di partecipazione ecclesiale, nel quale i fedeli, insieme con coloro che sono addetti al servizio pastorale della parrocchia ij forza del loro ufficio, prestano la loro collaborazione per STUDIARE, VALUTARE E PROPORRE CONCUSIONI OPERATIVE su tutto ciò che riguarda l'attività pastorale parrocchiale.

art.2  Il C.P.P. è composto di fedeli che siano in piena comunione con la Chiesa Cattolica e si distinguano per FEDE SICURA, BUONI COSTUMI E PONDERATA SAGGEZZA (cfr. cn. 512 C.D.C.).


Dal Regolamento Diocesano vigente del 19.10.1995

art. 2 Il Comitato promotore cura la preparazione pastorale della Comunità parrocchiale e lo svolgimento delle elezioni.

art. 7 Ricerca le adesioni alla candidatura ed esamina le eventuali proposte, a norma dell'art. 2 dello Statuto. Possono candidarsi i fedeli che abbiano compiuto il 18° anno di età.

Presentate le vostre candidature

in ufficio parrocchiale

al Consiglio Pastorale

entro e non oltre domenica 5 aprile 2015

______________________________________________________

PRESENTIAMO IN ANTEPRIMA

IL NUOVISSIMO BANNER DEL NOSTRO ORATORIO:

RINGRAZIAMO DANIELE DE ANGELIS PER LA REALIZZAZIONE GRAFICA

Ogni Mercoledì alle ore 18,45 LECTIO DIVINA

 

Ogni Giovedì pomeriggio tempo per le CONFESSIONI

 

Ogni Venerdì alle ore 18,30 VIA CRUCIS

 

Ogni giorno all'ingresso della chiesa troverai

IL CESTO DELLA CARITA'

per donare qualcosa di essenziale ai poveri

e IL VANGELO DEL GIORNO

per pregare con la meditazione quotidiana.

Buona Quaresima!

 

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
PER LA QUARESIMA 2015

Rinfrancate i vostri cuori (Gc 5,8)

 

Cari fratelli e sorelle,

la Quaresima è un tempo di rinnovamento per la Chiesa, le comunità e i singoli fedeli. Soprattutto però è un “tempo di grazia” (2 Cor 6,2). Dio non ci chiede nulla che prima non ci abbia donato: “Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo” (1 Gv 4,19). Lui non è indifferente a noi. Ognuno di noi gli sta a cuore, ci conosce per nome, ci cura e ci cerca quando lo lasciamo. Ciascuno di noi gli interessa; il suo amore gli impedisce di essere indifferente a quello che ci accade. Però succede che quando noi stiamo bene e ci sentiamo comodi, certamente ci dimentichiamo degli altri (cosa che Dio Padre non fa mai), non ci interessano i loro problemi, le loro sofferenze e le ingiustizie che subiscono… allora il nostro cuore cade nell’indifferenza: mentre io sto relativamente bene e comodo, mi dimentico di quelli che non stanno bene. Questa attitudine egoistica, di indifferenza, ha preso oggi una dimensione mondiale, a tal punto che possiamo parlare di una globalizzazione dell’indifferenza. Si tratta di un disagio che, come cristiani, dobbiamo affrontare.

Quando il popolo di Dio si converte al suo amore, trova le risposte a quelle domande che continuamente la storia gli pone. Una delle sfide più urgenti sulla quale voglio soffermarmi in questo Messaggio è quella della globalizzazione dell’indifferenza.

L’indifferenza verso il prossimo e verso Dio è una reale tentazione anche per noi cristiani. Abbiamo perciò bisogno di sentire in ogni Quaresima il grido dei profeti che alzano la voce e ci svegliano.

Dio non è indifferente al mondo, ma lo ama fino a dare il suo Figlio per la salvezza di ogni uomo. Nell’incarnazione, nella vita terrena, nella morte e risurrezione del Figlio di Dio, si apre definitivamente la porta tra Dio e uomo, tra cielo e terra. E la Chiesa è come la mano che tiene aperta questa porta mediante la proclamazione della Parola, la celebrazione dei Sacramenti, la testimonianza della fede che si rende efficace nella carità (cfr Gal 5,6). Tuttavia, il mondo tende a chiudersi in se stesso e a chiudere quella porta attraverso la quale Dio entra nel mondo e il mondo in Lui. Così la mano, che è la Chiesa, non deve mai sorprendersi se viene respinta, schiacciata e ferita.

Il popolo di Dio ha perciò bisogno di rinnovamento, per non diventare indifferente e per non chiudersi in se stesso. Vorrei proporvi tre passi da meditare per questo rinnovamento.

1. “Se un membro soffre, tutte le membra soffrono” (1 Cor 12,26) – La Chiesa

La carità di Dio che rompe quella mortale chiusura in se stessi che è l’indifferenza, ci viene offerta dalla Chiesa con il suo insegnamento e, soprattutto, con la sua testimonianza. Si può però testimoniare solo qualcosa che prima abbiamo sperimentato. Il cristiano è colui che permette a Dio di rivestirlo della sua bontà e misericordia, di rivestirlo di Cristo, per diventare come Lui, servo di Dio e degli uomini. Ce lo ricorda bene la liturgia del Giovedì Santo con il rito della lavanda dei piedi. Pietro non voleva che Gesù gli lavasse i piedi, ma poi ha capito che Gesù non vuole essere solo un esempio per come dobbiamo lavarci i piedi gli uni gli altri. Questo servizio può farlo solo chi prima si è lasciato lavare i piedi da Cristo. Solo questi ha “parte” con lui (Gv 13,8) e così può servire l’uomo.

La Quaresima è un tempo propizio per lasciarci servire da Cristo e così diventare come Lui. Ciò avviene quando ascoltiamo la Parola di Dio e quando riceviamo i sacramenti, in particolare l’Eucaristia. In essa diventiamo ciò che riceviamo: il corpo di Cristo. In questo corpo quell’indifferenza che sembra prendere così spesso il potere sui nostri cuori, non trova posto. Poiché chi è di Cristo appartiene ad un solo corpo e in Lui non si è indifferenti l’uno all’altro. “Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui” (1 Cor 12,26).

La Chiesa è communio sanctorum perché vi partecipano i santi, ma anche perché è comunione di cose sante: l’amore di Dio rivelatoci in Cristo e tutti i suoi doni. Tra essi c’è anche la risposta di quanti si lasciano raggiungere da tale amore. In questa comunione dei santi e in questa partecipazione alle cose sante nessuno possiede solo per sé, ma quanto ha è per tutti. E poiché siamo legati in Dio, possiamo fare qualcosa anche per i lontani, per coloro che con le nostre sole forze non potremmo mai raggiungere, perché con loro e per loro preghiamo Dio affinché ci apriamo tutti alla sua opera di salvezza.

2. “Dov’è tuo fratello?” (Gen 4,9) – Le parrocchie e le comunità

Quanto detto per la Chiesa universale è necessario tradurlo nella vita delle parrocchie e comunità. Si riesce in tali realtà ecclesiali a sperimentare di far parte di un solo corpo? Un corpo che insieme riceve e condivide quanto Dio vuole donare? Un corpo, che conosce e si prende cura dei suoi membri più deboli, poveri e piccoli? O ci rifugiamo in un amore universale che si impegna lontano nel mondo, ma dimentica il Lazzaro seduto davanti alla propria porta chiusa ? (cfr Lc 16,19-31).

Per ricevere e far fruttificare pienamente quanto Dio ci dà vanno superati i confini della Chiesa visibile in due direzioni.

In primo luogo, unendoci alla Chiesa del cielo nella preghiera. Quando la Chiesa terrena prega, si instaura una comunione di reciproco servizio e di bene che giunge fino al cospetto di Dio. Con i santi che hanno trovato la loro pienezza in Dio, formiamo parte di quella comunione nella quale l’indifferenza è vinta dall’amore. La Chiesa del cielo non è trionfante perché ha voltato le spalle alle sofferenze del mondo e gode da sola. Piuttosto, i santi possono già contemplare e gioire del fatto che, con la morte e la resurrezione di Gesù, hanno vinto definitivamente l’indifferenza, la durezza di cuore e l’odio. Finché questa vittoria dell’amore non compenetra tutto il mondo, i santi camminano con noi ancora pellegrini. Santa Teresa di Lisieux, dottore della Chiesa, scriveva convinta che la gioia nel cielo per la vittoria dell’amore crocifisso non è piena finché anche un solo uomo sulla terra soffre e geme: “Conto molto di non restare inattiva in cielo, il mio desiderio è di lavorare ancora per la Chiesa e per le anime” (Lettera 254 del 14 luglio 1897).

Anche noi partecipiamo dei meriti e della gioia dei santi ed essi partecipano alla nostra lotta e al nostro desiderio di pace e di riconciliazione. La loro gioia per la vittoria di Cristo risorto è per noi motivo di forza per superare tante forme d’indifferenza e di durezza di cuore.

D’altra parte, ogni comunità cristiana è chiamata a varcare la soglia che la pone in relazione con la società che la circonda, con i poveri e i lontani. La Chiesa per sua natura è missionaria, non ripiegata su se stessa, ma mandata a tutti gli uomini.

Questa missione è la paziente testimonianza di Colui che vuole portare al Padre tutta la realtà ed ogni uomo. La missione è ciò che l’amore non può tacere. La Chiesa segue Gesù Cristo sulla strada che la conduce ad ogni uomo, fino ai confini della terra (cfr At 1,8). Così possiamo vedere nel nostro prossimo il fratello e la sorella per i quali Cristo è morto ed è risorto. Quanto abbiamo ricevuto, lo abbiamo ricevuto anche per loro. E parimenti, quanto questi fratelli possiedono è un dono per la Chiesa e per l’umanità intera.

Cari fratelli e sorelle, quanto desidero che i luoghi in cui si manifesta la Chiesa, le nostre parrocchie e le nostre comunità in particolare, diventino delle isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza!

3. “Rinfrancate i vostri cuori !” (Gc 5,8) – Il singolo fedele

Anche come singoli abbiamo la tentazione dell’indifferenza. Siamo saturi di notizie e immagini sconvolgenti che ci narrano la sofferenza umana e sentiamo nel medesimo tempo tutta la nostra incapacità ad intervenire. Che cosa fare per non lasciarci assorbire da questa spirale di spavento e di impotenza?

In primo luogo, possiamo pregare nella comunione della Chiesa terrena e celeste. Non trascuriamo la forza della preghiera di tanti! L’iniziativa 24 ore per il Signore, che auspico si celebri in tutta la Chiesa, anche a livello diocesano, nei giorni 13 e 14 marzo, vuole dare espressione a questa necessità della preghiera.

In secondo luogo, possiamo aiutare con gesti di carità, raggiungendo sia i vicini che i lontani, grazie ai tanti organismi di carità della Chiesa. La Quaresima è un tempo propizio per mostrare questo interesse all’altro con un segno, anche piccolo, ma concreto, della nostra partecipazione alla comune umanità.

E in terzo luogo, la sofferenza dell’altro costituisce un richiamo alla conversione, perché il bisogno del fratello mi ricorda la fragilità della mia vita, la mia dipendenza da Dio e dai fratelli. Se umilmente chiediamo la grazia di Dio e accettiamo i limiti delle nostre possibilità, allora confideremo nelle infinite possibilità che ha in serbo l’amore di Dio. E potremo resistere alla tentazione diabolica che ci fa credere di poter salvarci e salvare il mondo da soli.

Per superare l’indifferenza e le nostre pretese di onnipotenza, vorrei chiedere a tutti di vivere questo tempo di Quaresima come un percorso di formazione del cuore, come ebbe a dire Benedetto XVI (Lett. enc. Deus caritas est, 31). Avere un cuore misericordioso non significa avere un cuore debole. Chi vuole essere misericordioso ha bisogno di un cuore forte, saldo, chiuso al tentatore, ma aperto a Dio. Un cuore che si lasci compenetrare dallo Spirito e portare sulle strade dell’amore che conducono ai fratelli e alle sorelle. In fondo, un cuore povero, che conosce cioè le proprie povertà e si spende per l’altro.

Per questo, cari fratelli e sorelle, desidero pregare con voi Cristo in questa Quaresima: “Fac cor nostrum secundum cor tuum”: “Rendi il nostro cuore simile al tuo” (Supplica dalle Litanie al Sacro Cuore di Gesù). Allora avremo un cuore forte e misericordioso, vigile e generoso, che non si lascia chiudere in se stesso e non cade nella vertigine della globalizzazione dell’indifferenza.

Con questo auspicio, assicuro la mia preghiera affinché ogni credente e ogni comunità ecclesiale percorra con frutto l’itinerario quaresimale, e vi chiedo di pregare per me. Che il Signore vi benedica e la Madonna vi custodisca.

Dal Vaticano, 4 ottobre 2014

Festa di San Francesco d’Assisi

Francesco

 

 

 

 

 

CARNEVALE 2015: "Il ricco e il povero"

VEGLIONE DEI BAMBINI

SABATO 14 FEBBRAIO

start ore 16.00

Le maschere più originali

sul tema della ricchezza e della povertà

saranno premiate dalla giuria delle nostre catechiste.

 

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 

 

BENEDETTO XVI

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 15 gennaio 2012

   

Cari fratelli e sorelle!

Nelle Letture bibliche di questa domenica – la seconda del Tempo Ordinario – emerge il tema della vocazione: nel Vangelo è la chiamata dei primi discepoli da parte di Gesù; nella prima Lettura è la chiamata del profeta Samuele. In entrambi i racconti risalta l’importanza della figura che svolge il ruolo di mediatore, aiutando le persone chiamate a riconoscere la voce di Dio e a seguirla. Nel caso di Samuele, si tratta di Eli, sacerdote del tempio di Silo, dove era custodita anticamente l’arca dell’alleanza, prima di essere trasportata a Gerusalemme. Una notte Samuele, che era ancora un ragazzo e fin da piccolo viveva al servizio del tempio, per tre volte di seguito si sentì chiamare nel sonno e corse da Eli. Ma non era lui a chiamarlo. Alla terza volta Eli capì, e disse a Samuele: Se ti chiamerà ancora, rispondi: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta” (1 Sam 3,9). Così avvenne, e da allora in poi Samuele imparò a riconoscere le parole di Dio e divenne il suo fedele profeta. Nel caso dei discepoli di Gesù, la figura mediatrice è quella di Giovanni Battista. In effetti, Giovanni aveva una vasta cerchia di discepoli, e tra questi vi erano anche le due coppie di fratelli Simone e Andrea, Giovanni e Giacomo, pescatori della Galilea. Proprio a due di questi il Battista indicò Gesù, il giorno dopo il suo battesimo nel fiume Giordano. Lo indicò loro dicendo: “Ecco l’agnello di Dio!” (Gv 1,36), che equivaleva a dire: Ecco il Messia. E quei due seguirono Gesù, rimasero a lungo con Lui e si convinsero che era veramente il Cristo. Subito lo dissero agli altri, e così si formò il primo nucleo di quello che sarebbe diventato il collegio degli Apostoli.

Alla luce di questi due testi, vorrei sottolineare il ruolo decisivo della guida spirituale nel cammino di fede e, in particolare, nella risposta alla vocazione di speciale consacrazione per il servizio di Dio e del suo popolo. Già la stessa fede cristiana, di per sé, presuppone l’annuncio e la testimonianza: infatti essa consiste nell’adesione alla buona notizia che Gesù di Nazaret è morto e risorto, che è Dio. E così anche la chiamata a seguire Gesù più da vicino, rinunciando a formare una propria famiglia per dedicarsi alla grande famiglia della Chiesa, passa normalmente attraverso la testimonianza e la proposta di un “fratello maggiore”, di solito un sacerdote. Questo senza dimenticare il ruolo fondamentale dei genitori, che con la loro fede genuina e gioiosa e il loro amore coniugale mostrano ai figli che è bello ed è possibile costruire tutta la vita sull’amore di Dio.

Cari amici, preghiamo la Vergine Maria per tutti gli educatori, specialmente i sacerdoti e i genitori, perché abbiano piena consapevolezza dell’importanza del loro ruolo spirituale, per favorire nei giovani, oltre alla crescita umana, la risposta alla chiamata di Dio, a dire: “Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta”.

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
PER LA CELEBRAZIONE DELLA
XLVIII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 

1° GENNAIO 2015

NON PIÚ SCHIAVI, MA FRATELLI

 

1. All’inizio di un nuovo anno, che accogliamo come una grazia e un dono di Dio all’umanità, desidero rivolgere, ad ogni uomo e donna, così come ad ogni popolo e nazione del mondo, ai capi di Stato e di Governo e ai responsabili delle diverse religioni, i miei fervidi auguri di pace, che accompagno con la mia preghiera affinché cessino le guerre, i conflitti e le tante sofferenze provocate sia dalla mano dell’uomo sia da vecchie e nuove epidemie e dagli effetti devastanti delle calamità naturali. Prego in modo particolare perché, rispondendo alla nostra comune vocazione di collaborare con Dio e con tutti gli uomini di buona volontà per la promozione della concordia e della pace nel mondo, sappiamo resistere alla tentazione di comportarci in modo non degno della nostra umanità.

Nel messaggio per il 1° gennaio scorso, avevo osservato che al «desiderio di una vita piena … appartiene un anelito insopprimibile alla fraternità, che sospinge verso la comunione con gli altri, nei quali troviamo non nemici o concorrenti, ma fratelli da accogliere ed abbracciare».[1] Essendo l’uomo un essere relazionale, destinato a realizzarsi nel contesto di rapporti interpersonali ispirati a giustizia e carità, è fondamentale per il suo sviluppo che siano riconosciute e rispettate la sua dignità, libertà e autonomia. Purtroppo, la sempre diffusa piaga dello sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo ferisce gravemente la vita di comunione e la vocazione a tessere relazioni interpersonali improntate a rispetto, giustizia e carità. Tale abominevole fenomeno, che conduce a calpestare i diritti fondamentali dell’altro e ad annientarne la libertà e dignità, assume molteplici forme sulle quali desidero brevemente riflettere, affinché, alla luce della Parola di Dio, possiamo considerare tutti gli uomini “non più schiavi, ma fratelli”.

In ascolto del progetto di Dio sull’umanità

2. Il tema che ho scelto per il presente messaggio richiama la Lettera di san Paolo a Filemone, nella quale l’Apostolo chiede al suo collaboratore di accogliere Onesimo, già schiavo dello stesso Filemone e ora diventato cristiano e, quindi, secondo Paolo, meritevole di essere considerato un fratello. Così scrive l’Apostolo delle genti: «E’ stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo» (Fm 15-16). Onesimo è diventato fratello di Filemone diventando cristiano. Così la conversione a Cristo, l’inizio di una vita di discepolato in Cristo, costituisce una nuova nascita (cfr 2 Cor 5,17; 1 Pt 1,3) che rigenera la fraternità quale vincolo fondante della vita familiare e basamento della vita sociale.

Nel Libro della Genesi (cfr 1,27-28) leggiamo che Dio creò l’uomo maschio e femmina e li benedisse, affinché crescessero e si moltiplicassero: Egli fece di Adamo ed Eva dei genitori, i quali, realizzando la benedizione di Dio di essere fecondi e moltiplicarsi, generarono la prima fraternità, quella di Caino e Abele. Caino e Abele sono fratelli, perché provengono dallo stesso grembo, e perciò hanno la stessa origine, natura e dignità dei loro genitori creati ad immagine e somiglianza di Dio.

Ma la fraternità esprime anche la molteplicità e la differenza che esiste tra i fratelli, pur legati per nascita e aventi la stessa natura e la stessa dignità. In quanto fratelli e sorelle, quindi, tutte le persone sono per natura in relazione con le altre, dalle quali si differenziano ma con cui condividono la stessa origine, natura e dignità. E’ in forza di ciò che la fraternità costituisce la rete di relazioni fondamentali per la costruzione della famiglia umana creata da Dio.

Purtroppo, tra la prima creazione narrata nel Libro della Genesi e la nuova nascita in Cristo, che rende i credenti fratelli e sorelle del «primogenito tra molti fratelli» (Rm 8,29), vi è la realtà negativa del peccato, che più volte interrompe la fraternità creaturale e continuamente deforma la bellezza e la nobiltà dell’essere fratelli e sorelle della stessa famiglia umana. Non soltanto Caino non sopporta suo fratello Abele, ma lo uccide per invidia commettendo il primo fratricidio. «L’uccisione di Abele da parte di Caino attesta tragicamente il rigetto radicale della vocazione ad essere fratelli. La loro vicenda (cfr Gen 4,1-16) evidenzia il difficile compito a cui tutti gli uomini sono chiamati, di vivere uniti, prendendosi cura l’uno dell’altro».[2]

Anche nella storia della famiglia di Noè e dei suoi figli (cfr Gen 9,18-27), è l’empietà di Cam nei confronti del padre Noè che spinge quest’ultimo a maledire il figlio irriverente e a benedire gli altri, quelli che lo avevano onorato, dando luogo così a una disuguaglianza tra fratelli nati dallo stesso grembo.

Nel racconto delle origini della famiglia umana, il peccato di allontanamento da Dio, dalla figura del padre e dal fratello diventa un’espressione del rifiuto della comunione e si traduce nella cultura dell’asservimento (cfr Gen 9,25-27), con le conseguenze che ciò implica e che si protraggono di generazione in generazione: rifiuto dell’altro, maltrattamento delle persone, violazione della dignità e dei diritti fondamentali, istituzionalizzazione di diseguaglianze. Di qui, la necessità di una conversione continua all’Alleanza, compiuta dall’oblazione di Cristo sulla croce, fiduciosi che «dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia … per mezzo di Gesù Cristo» (Rm 5,20.21). Egli, il Figlio amato (cfr Mt 3,17), è venuto per rivelare l’amore del Padre per l’umanità. Chiunque ascolta il Vangelo e risponde all’appello alla conversione diventa per Gesù «fratello, sorella e madre» (Mt 12,50), e pertanto figlio adottivo di suo Padre (cfr Ef 1,5).

Non si diventa però cristiani, figli del Padre e fratelli in Cristo, per una disposizione divina autoritativa, senza l’esercizio della libertà personale, cioè senza convertirsi liberamente a Cristo. L’essere figlio di Dio segue l’imperativo della conversione: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo» (At 2,38). Tutti quelli che hanno risposto con la fede e la vita a questa predicazione di Pietro sono entrati nella fraternità della prima comunità cristiana (cfr 1 Pt 2,17; At 1,15.16; 6,3; 15,23): ebrei ed ellenisti, schiavi e uomini liberi (cfr 1 Cor 12,13; Gal 3,28), la cui diversità di origine e stato sociale non sminuisce la dignità di ciascuno né esclude alcuno dall’appartenenza al popolo di Dio. La comunità cristiana è quindi il luogo della comunione vissuta nell’amore tra i fratelli (cfr Rm 12,10; 1 Ts 4,9; Eb 13,1; 1 Pt 1,22; 2 Pt 1,7).

Tutto ciò dimostra come la Buona Novella di Gesù Cristo, mediante il quale Dio fa «nuove tutte le cose» (Ap 21,5)[3], sia anche capace di redimere le relazioni tra gli uomini, compresa quella tra uno schiavo e il suo padrone, mettendo in luce ciò che entrambi hanno in comune: la filiazione adottiva e il vincolo di fraternità in Cristo. Gesù stesso disse ai suoi discepoli: «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi» (Gv 15,15).

I molteplici volti della schiavitù ieri e oggi

3. Fin da tempi immemorabili, le diverse società umane conoscono il fenomeno dell’asservimento dell’uomo da parte dell’uomo. Ci sono state epoche nella storia dell’umanità in cui l’istituto della schiavitù era generalmente accettato e regolato dal diritto. Questo stabiliva chi nasceva libero e chi, invece, nasceva schiavo, nonché in quali condizioni la persona, nata libera, poteva perdere la propria libertà, o riacquistarla. In altri termini, il diritto stesso ammetteva che alcune persone potevano o dovevano essere considerate proprietà di un’altra persona, la quale poteva liberamente disporre di esse; lo schiavo poteva essere venduto e comprato, ceduto e acquistato come se fosse una merce.

Oggi, a seguito di un’evoluzione positiva della coscienza dell’umanità, la schiavitù, reato di lesa umanità,[4] è stata formalmente abolita nel mondo. Il diritto di ogni persona a non essere tenuta in stato di schiavitù o servitù è stato riconosciuto nel diritto internazionale come norma inderogabile.

Eppure, malgrado la comunità internazionale abbia adottato numerosi accordi al fine di porre un termine alla schiavitù in tutte le sue forme e avviato diverse strategie per combattere questo fenomeno, ancora oggi milioni di persone – bambini, uomini e donne di ogni età – vengono private della libertà e costrette a vivere in condizioni assimilabili a quelle della schiavitù.

Penso a tanti lavoratori e lavoratrici, anche minori, asserviti nei diversi settori, a livello formale e informale, dal lavoro domestico a quello agricolo, da quello nell’industria manifatturiera a quello minerario, tanto nei Paesi in cui la legislazione del lavoro non è conforme alle norme e agli standard minimi internazionali, quanto, sia pure illegalmente, in quelli la cui legislazione tutela il lavoratore.

Penso anche alle condizioni di vita di molti migranti che, nel loro drammatico tragitto, soffrono la fame, vengono privati della libertà, spogliati dei loro beni o abusati fisicamente e sessualmente. Penso a quelli tra di loro che, giunti a destinazione dopo un viaggio durissimo e dominato dalla paura e dall’insicurezza, sono detenuti in condizioni a volte disumane. Penso a quelli tra loro che le diverse circostanze sociali, politiche ed economiche spingono alla clandestinità, e a quelli che, per rimanere nella legalità, accettano di vivere e lavorare in condizioni indegne, specie quando le legislazioni nazionali creano o consentono una dipendenza strutturale del lavoratore migrante rispetto al datore di lavoro, ad esempio condizionando la legalità del soggiorno al contratto di lavoro… Sì, penso al “lavoro schiavo”.

Penso alle persone costrette a prostituirsi, tra cui ci sono molti minori, ed alle schiave e agli schiavi sessuali; alle donne forzate a sposarsi, a quelle vendute in vista del matrimonio o a quelle trasmesse in successione ad un familiare alla morte del marito senza che abbiano il diritto di dare o non dare il proprio consenso.

Non posso non pensare a quanti, minori e adulti, sono fatti oggetto di traffico e di mercimonio per l’espianto di organi, per essere arruolati come soldati, per l’accattonaggio, per attività illegali come la produzione o vendita di stupefacenti, o per forme mascherate di adozione internazionale.

Penso infine a tutti coloro che vengono rapiti e tenuti in cattività da gruppi terroristici, asserviti ai loro scopi come combattenti o, soprattutto per quanto riguarda le ragazze e le donne, come schiave sessuali. Tanti di loro spariscono, alcuni vengono venduti più volte, seviziati, mutilati, o uccisi.

Alcune cause profonde della schiavitù   

4. Oggi come ieri, alla radice della schiavitù si trova una concezione della persona umana che ammette la possibilità di trattarla come un oggetto. Quando il peccato corrompe il cuore dell’uomo e lo allontana dal suo Creatore e dai suoi simili, questi ultimi non sono più percepiti come esseri di pari dignità, come fratelli e sorelle in umanità, ma vengono visti come oggetti. La persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio, con la forza, l’inganno o la costrizione fisica o psicologica viene privata della libertà, mercificata, ridotta a proprietà di qualcuno; viene trattata come un mezzo e non come un fine.

Accanto a questa causa ontologica – rifiuto dell’umanità nell’altro –, altre cause concorrono a spiegare le forme contemporanee di schiavitù. Tra queste, penso anzitutto alla povertà, al sottosviluppo e all’esclusione, specialmente quando essi si combinano con il mancato accesso all’educazione o con una realtà caratterizzata da scarse, se non inesistenti, opportunità di lavoro. Non di rado, le vittime di traffico e di asservimento sono persone che hanno cercato un modo per uscire da una condizione di povertà estrema, spesso credendo a false promesse di lavoro, e che invece sono cadute nelle mani delle reti criminali che gestiscono il traffico di esseri umani. Queste reti utilizzano abilmente le moderne tecnologie informatiche per adescare giovani e giovanissimi in ogni parte del mondo.

Anche la corruzione di coloro che sono disposti a tutto per arricchirsi va annoverata tra le cause della schiavitù. Infatti, l’asservimento ed il traffico delle persone umane richiedono una complicità che spesso passa attraverso la corruzione degli intermediari, di alcuni membri delle forze dell’ordine o di altri attori statali o di istituzioni diverse, civili e militari. «Questo succede quando al centro di un sistema economico c’è il dio denaro e non l’uomo, la persona umana. Sì, al centro di ogni sistema sociale o economico deve esserci la persona, immagine di Dio, creata perché fosse il dominatore dell’universo. Quando la persona viene spostata e arriva il dio denaro si produce questo sconvolgimento di valori».[5]

Altre cause della schiavitù sono i conflitti armati, le violenze, la criminalità e il terrorismo. Numerose persone vengono rapite per essere vendute, oppure arruolate come combattenti, oppure sfruttate sessualmente, mentre altre si trovano costrette a emigrare, lasciando tutto ciò che possiedono: terra, casa, proprietà, e anche i familiari. Queste ultime sono spinte a cercare un’alternativa a tali condizioni terribili anche a rischio della propria dignità e sopravvivenza, rischiando di entrare, in tal modo, in quel circolo vizioso che le rende preda della miseria, della corruzione e delle loro perniciose conseguenze.

Un impegno comune per sconfiggere la schiavitù

5. Spesso, osservando il fenomeno della tratta delle persone, del traffico illegale dei migranti e di altri volti conosciuti e sconosciuti della schiavitù, si ha l’impressione che esso abbia luogo nell’indifferenza generale.

Se questo è, purtroppo, in gran parte vero, vorrei ricordare l’enorme lavoro silenzioso che molte congregazioni religiose, specialmente femminili, portano avanti da tanti anni in favore delle vittime. Tali istituti operano in contesti difficili, dominati talvolta dalla violenza, cercando di spezzare le catene invisibili che tengono legate le vittime ai loro trafficanti e sfruttatori; catene le cui maglie sono fatte sia di sottili meccanismi psicologici, che rendono le vittime dipendenti dai loro aguzzini, tramite il ricatto e la minaccia ad essi e ai loro cari, ma anche attraverso mezzi materiali, come la confisca dei documenti di identità e la violenza fisica. L’azione delle congregazioni religiose si articola principalmente intorno a tre opere: il soccorso alle vittime, la loro riabilitazione sotto il profilo psicologico e formativo e la loro reintegrazione nella società di destinazione o di origine.

Questo immenso lavoro, che richiede coraggio, pazienza e perseveranza, merita apprezzamento da parte di tutta la Chiesa e della società. Ma esso da solo non può naturalmente bastare per porre un termine alla piaga dello sfruttamento della persona umana. Occorre anche un triplice impegno a livello istituzionale di prevenzione, di protezione delle vittime e di azione giudiziaria nei confronti dei responsabili. Inoltre, come le organizzazioni criminali utilizzano reti globali per raggiungere i loro scopi, così l’azione per sconfiggere questo fenomeno richiede uno sforzo comune e altrettanto globale da parte dei diversi attori che compongono la società.

Gli Stati dovrebbero vigilare affinché le proprie legislazioni nazionali sulle migrazioni, sul lavoro, sulle adozioni, sulla delocalizzazione delle imprese e sulla commercializzazione di prodotti realizzati mediante lo sfruttamento del lavoro siano realmente rispettose della dignità della persona. Sono necessarie leggi giuste, incentrate sulla persona umana, che difendano i suoi diritti fondamentali e li ripristinino se violati, riabilitando chi è vittima e assicurandone l’incolumità, nonché meccanismi efficaci di controllo della corretta applicazione di tali norme, che non lascino spazio alla corruzione e all’impunità.E’ necessario anche che venga riconosciuto il ruolo della donna nella società, operando anche sul piano culturale e della comunicazione per ottenere i risultati sperati.

Le organizzazioni intergovernative, conformemente al principio di sussidiarietà, sono chiamate ad attuare iniziative coordinate per combattere le reti transnazionali del crimine organizzato che gestiscono la tratta delle persone umane ed il traffico illegale dei migranti. Si rende necessaria una cooperazione a diversi livelli, che includa cioè le istituzioni nazionali ed internazionali, così come le organizzazioni della società civile ed il mondo imprenditoriale.

Le imprese[6], infatti, hanno il dovere di garantire ai loro impiegati condizioni di lavoro dignitose e stipendi adeguati, ma anche di vigilare affinché forme di asservimento o traffico di persone umane non abbiano luogo nelle catene di distribuzione. Alla responsabilità sociale dell’impresa si accompagna poi la responsabilità sociale del consumatore. Infatti, ciascuna persona dovrebbe avere la consapevolezza che «acquistare è sempre un atto morale, oltre che economico».[7]

Le organizzazioni della società civile, dal canto loro, hanno il compito di sensibilizzare e stimolare le coscienze sui passi necessari a contrastare e sradicare la cultura dell’asservimento.

Negli ultimi anni, la Santa Sede, accogliendo il grido di dolore delle vittime della tratta e la voce delle congregazioni religiose che le accompagnano verso la liberazione, ha moltiplicato gli appelli alla comunità internazionale affinché i diversi attori uniscano gli sforzi e cooperino per porre termine a questa piaga.[8] Inoltre, sono stati organizzati alcuni incontri allo scopo di dare visibilità al fenomeno della tratta delle persone e di agevolare la collaborazione tra diversi attori, tra cui esperti del mondo accademico e delle organizzazioni internazionali, forze dell’ordine di diversi Paesi di provenienza, di transito e di destinazione dei migranti, e rappresentanti dei gruppi ecclesiali impegnati in favore delle vittime. Mi auguro che questo impegno continui e si rafforzi nei prossimi anni.

Globalizzare la fraternità, non la schiavitù né l’indifferenza

6. Nella sua opera di «annuncio della verità dell’amore di Cristo nella società»[9], la Chiesa si impegna costantemente nelle azioni di carattere caritativo a partire dalla verità sull’uomo. Essa ha il compito di mostrare a tutti il cammino verso la conversione, che induca a cambiare lo sguardo verso il prossimo, a riconoscere nell’altro, chiunque sia, un fratello e una sorella in umanità, a riconoscerne la dignità intrinseca nella verità e nella libertà, come ci illustra la storia di Giuseppina Bakhita, la santa originaria della regione del Darfur in Sudan, rapita da trafficanti di schiavi e venduta a padroni feroci fin dall’età di nove anni, e diventata poi, attraverso dolorose vicende, “libera figlia di Dio” mediante la fede vissuta nella consacrazione religiosa e nel servizio agli altri, specialmente i piccoli e i deboli. Questa Santa, vissuta fra il XIX e il XX secolo, è anche oggi testimone esemplare di speranza[10] per le numerose vittime della schiavitù e può sostenere gli sforzi di tutti coloro che si dedicano alla lotta contro questa «piaga nel corpo dell’umanità contemporanea, una piaga nella carne di Cristo».[11]

In questa prospettiva, desidero invitare ciascuno, nel proprio ruolo e nelle proprie responsabilità particolari, a operare gesti di fraternità nei confronti di coloro che sono tenuti in stato di asservimento. Chiediamoci come noi, in quanto comunità o in quanto singoli, ci sentiamo interpellati quando, nella quotidianità, incontriamo o abbiamo a che fare con persone che potrebbero essere vittime del traffico di esseri umani, o quando dobbiamo scegliere se acquistare prodotti che potrebbero ragionevolmente essere stati realizzati attraverso lo sfruttamento di altre persone. Alcuni di noi, per indifferenza, o perché distratti dalle preoccupazioni quotidiane, o per ragioni economiche, chiudono un occhio. Altri, invece, scelgono di fare qualcosa di positivo, di impegnarsi nelle associazioni della società civile o di compiere piccoli gesti quotidiani – questi gesti hanno tanto valore! – come rivolgere una parola, un saluto, un “buongiorno” o un sorriso, che non ci costano niente ma che possono dare speranza, aprire strade, cambiare la vita ad una persona che vive nell’invisibilità, e anche cambiare la nostra vita nel confronto con questa realtà.

Dobbiamo riconoscere che siamo di fronte ad un fenomeno mondiale che supera le competenze di una sola comunità o nazione. Per sconfiggerlo, occorre una mobilitazione di dimensioni comparabili a quelle del fenomeno stesso. Per questo motivo lancio un pressante appello a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, e a tutti coloro che, da vicino o da lontano, anche ai più alti livelli delle istituzioni, sono testimoni della piaga della schiavitù contemporanea, di non rendersi complici di questo male, di non voltare lo sguardo di fronte alle sofferenze dei loro fratelli e sorelle in umanità, privati della libertà e della dignità, ma di avere il coraggio di toccare la carne sofferente di Cristo[12], che si rende visibile attraverso i volti innumerevoli di coloro che Egli stesso chiama «questi miei fratelli più piccoli» (Mt 25,40.45).

Sappiamo che Dio chiederà a ciascuno di noi: “Che cosa hai fatto del tuo fratello?” (cfr Gen 4,9-10). La globalizzazione dell’indifferenza, che oggi pesa sulle vite di tante sorelle e di tanti fratelli, chiede a tutti noi di farci artefici di una globalizzazione della solidarietà e della fraternità, che possa ridare loro la speranza e far loro riprendere con coraggio il cammino attraverso i problemi del nostro tempo e le prospettive nuove che esso porta con sé e che Dio pone nelle nostre mani.

Dal Vaticano, 8 dicembre 2014

FRANCISCUS

 

NATALE DEL SIGNORE

 

Orari delle celebrazioni

 

Veglia nella Notte Santa:

ore 22,30.

 

S. Messe nel giorno di Natale:

ore 08,00 - 10,30 - 18,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IV DOMENICA DI AVVENTO

Dalle Omelie sulla Madonna, di san Bernardo, abate, Om. 4, 8-9; Opera omnia, ed. Cisterc. 4, 1966, 53-54

Hai udito, Vergine, che concepirai e partorirai un figlio; hai udito che questo avverrà non per opera di un uomo, ma per opera dello Spirito santo. L'angelo aspetta la risposta; deve fare ritorno a Dio che l'ha inviato. Aspettiamo, o Signora, una parola di compassione anche noi, noi oppressi miseramente da una sentenza di dannazione. Ecco che ti viene offerto il prezzo della nostra salvezza: se tu acconsenti, saremo subito liberati. Noi tutti fummo creati nel Verbo eterno di Dio, ma ora siamo soggetti alla morte: per la tua breve risposta dobbiamo essere rinnovati e richiamati in vita.

Te ne supplica in pianto, Vergine pia, Adamo esule dal paradiso con la sua misera discendenza; te ne supplicano Abramo e David; te ne supplicano insistentemente i santi patriarchi che sono i tuoi antenati, i quali abitano anch'essi nella regione tenebrosa della morte. Tutto il mondo è in attesa, prostrato alle tue ginocchia: dalla tua bocca dipende la consolazione dei miseri, la redenzione dei prigionieri, la liberazione dei condannati, la salvezza di tutti i figli di Adamo, di tutto il genere umano.

O Vergine, da' presto la risposta. Rispondi sollecitamente all'angelo, anzi, attraverso l'angelo, al Signore. Rispondi la tua parola e accogli la Parola divina, emetti la parola che passa e ricevi la Parola eterna. Perché tardi? perché temi? Credi all'opera del Signore, da' il tuo assenso ad essa, accoglila. Nella tua umiltà prendi audacia, nella tua verecondia prendi coraggio. In nessun modo devi ora, nella tua semplicità verginale, dimenticare la prudenza; ma in questa sola cosa, o Vergine prudente, non devi temere la presunzione. Perché, se nel silenzio è gradita la modestia, ora è piuttosto necessaria la pietà nella parola.

Apri, Vergine beata, il cuore alla fede, le labbra all'assenso, il grembo al Creatore. Ecco che colui al quale è volto il desiderio di tutte le genti batte fuori alla porta. Non sia, che mentre tu sei titubante, egli passi oltre e tu debba, dolente, ricominciare a cercare colui che ami. Levati su, corri, apri! Levati con la fede, corri con la devozione, apri con il tuo assenso.

"Eccomi", dice, "sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1, 38). 

 

 

 

III DOMENICA DI AVVENTO (B)

 

II DOMENICA DI AVVENTO

Dal Vangelo secondo Marco

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri»,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Mc 1, 1-8

VISITA IL NOSTRO MERCATINO NATALIZIO

SABATO 6 / DOMENICA 7 / LUNEDI' 8

OGNI ANNO E' SEMPRE PIU' ATTESO

IL MERCATINO DI NATALE DI BORGO PACE

 

 

1° DOMENICA DI AVVENTO

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.
Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!». Mc 13, 33-37

 

IN AVVENTO... SI PUO' DARE DI PIU'!!!

TI ASPETTIAMO

OGNI MERCOLEDì ALLE ORE 19,00

PER PREGARE E MEDITARE

SULLA PAROLA DI DIO

 

CORSO PRE MATRIMONIALE

SONO ANCORA APERTE LE ISCRIZIONI AL CORSO PRE MATRIMONIALE

RISERVATO ALLE COPPIE CHE INTENDONO CELEBRARE LE NOZZE CRISTINE A PARTIRE DALLA PRIMAVERA 2015

(il corso, sperando nell'iscrizione di un gruppo di almeno 5 coppie, avrà inizio nel mese di gennaio e si concluderà in marzo)

“In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.

Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.

Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.

Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.

E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Mt 25, 31-46

Inizia il nuovo anno catechistico 2014/15

 

APPUNTAMENTI:

Venerdì ore 19.00 CRESIMANDI

Sabato ore 16.00 RAGAZZI dal primo al settimo corso

(i bambini di prima elementare inizieranno a novembre)

Domenica ore 10.30 MESSA DEI FANCIULLI

Scarica il modulo di iscrizione:

Modulo iscrizione 2014.docx (114563)

 

INIZIO DEL CATECHISMO

DEI BAMBINI DI PRIMA ELEMENTARE

SABATO 15 NOVEMBRE

ore 16.00

XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari fratelli e sorelle!

La Parola di Dio di questa domenica – la penultima dell’anno liturgico – ci ammonisce circa la provvisorietà dell’esistenza terrena e ci invita a viverla come un pellegrinaggio, tenendo lo sguardo rivolto alla meta, a quel Dio che ci ha creato e, poiché ci ha fatto per sé (cfr S. Agostino, Conf. 1,1), è il nostro destino ultimo e il senso del nostro vivere. Passaggio obbligato per giungere a tale realtà definitiva è la morte, seguita dal giudizio finale. L’apostolo Paolo ricorda che “il giorno del Signore verrà come un ladro di notte” (1 Ts 5,2), cioè senza preavviso. La consapevolezza del ritorno glorioso del Signore Gesù ci sprona a vivere in un atteggiamento di vigilanza, attendendo la sua manifestazione nella costante memoria della sua prima venuta.

Nella celebre parabola dei talenti – riportata dall’evangelista Matteo (cfr 25,14-30) – Gesù racconta di tre servi ai quali il padrone, al momento di partire per un lungo viaggio, affida le proprie sostanze. Due di loro si comportano bene, perché fanno fruttare del doppio i beni ricevuti. Il terzo, invece, nasconde il denaro ricevuto in una buca. Tornato a casa, il padrone chiede conto ai servitori di quanto aveva loro affidato e, mentre si compiace dei primi due, rimane deluso del terzo. Quel servo, infatti, che ha tenuto nascosto il talento senza valorizzarlo, ha fatto male i suoi conti: si è comportato come se il suo padrone non dovesse più tornare, come se non ci fosse un giorno in cui gli avrebbe chiesto conto del suo operato. Con questa parabola, Gesù vuole insegnare ai discepoli ad usare bene i suoi doni: Dio chiama ogni uomo alla vita e gli consegna dei talenti, affidandogli nel contempo una missione da compiere. Sarebbe da stolti pensare che questi doni siano dovuti, così come rinunciare ad impiegarli sarebbe un venir meno allo scopo della propria esistenza. Commentando questa pagina evangelica, san Gregorio Magno nota che a nessuno il Signore fa mancare il dono della sua carità, dell’amore. Egli scrive: “È perciò necessario, fratelli miei, che poniate ogni cura nella custodia della carità, in ogni azione che dovete compiere” (Omelie sui Vangeli 9,6). E dopo aver precisato che la vera carità consiste nell’amare tanto gli amici quanto i nemici, aggiunge: “se uno manca di questa virtù, perde ogni bene che ha, è privato del talento ricevuto e viene buttato fuori, nelle tenebre” (ibidem).

Cari fratelli, accogliamo l’invito alla vigilanza, a cui più volte ci richiamano le Scritture! Essa è l’atteggiamento di chi sa che il Signore ritornerà e vorrà vedere in noi i frutti del suo amore. La carità è il bene fondamentale che nessuno può mancare di mettere a frutto e senza il quale ogni altro dono è vano (cfr 1 Cor 13,3). Se Gesù ci ha amato al punto da dare la sua vita per noi (cfr 1 Gv 3,16), come potremmo non amare Dio con tutto noi stessi e amarci di vero cuore gli uni gli altri? (cfr 1 Gv 4,11) Solo praticando la carità, anche noi potremo prendere parte alla gioia del nostro Signore. La Vergine Maria ci sia maestra di operosa e gioiosa vigilanza nel cammino verso l’incontro con Dio. (Benedetto XVI, Angelus 23.11.2011)

FESTA DELLA DEDICAZIONE

DELLA BASILICA LATERANENSE

Leggi la storia della chiesa madre di tutte le chiese dell'urbe e dell'orbe:

www.vatican.va/various/basiliche/san_giovanni/it/basilica/storia.htm

+ Dal Vangelo secondo Matteo (5,1-12)

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Leggi o scarica

la locandina 

con il programma delle celebrazioni

cliccando sul seguente link:

1 e 2 novembre.pdf (219342)

"RENDETE A CESARE QUELLO CHE E' DI CESARE

MA

DATE A DIO QUELLO CHE E' DI DIO..." (Mt 22, 21 )

 

L’immagine di Dio non è impressa sull’oro, ma sul genere umano.

La moneta di Cesare è oro, quella di Dio è l’umanità …

Pertanto da’ la tua ricchezza materiale a Cesare,

ma serba per Dio l’innocenza unica della tua coscienza, dove Dio è contemplato …

Cesare, infatti, ha richiesto la sua immagine su ogni moneta,

ma Dio ha scelto l’uomo, che egli ha creato, per riflettere la sua gloria”

(Anonimo, Opera incompleta su Matteo, Omelia 42)

SETTIMANA DIOCESANA DI CELEBRAZIONI

NEL VENTENNALE

DELLA VISITA PASTORALE A LECCE

DEL PAPA SANTO GIOVANNI PAOLO II

www.diocesilecce.org/

Solennità di

S. MARIA DELLA PACE:

 

DOMENICA 14 SETTEMBRE

CELEBRAZIONE EUCARISTICA

alle ore08.00 e alle ore 18.30

 

PROCESSIONE PER LE VIE DELLA PARROCCHIA

rinviata

a DOMENICA alle ore 19.30

 


 

FESTA MADONNA DELLA PACE 2014

 

Dopo la lunga pausa estiva,

si ripopola il nostro quartiere

e ci si preparara alla grande festa

della MADONNA DELLA PACE.

 

Vi invitiamo a vivere con entusuasmo i prossimi giorni, partecipando numerosi alle iniziative pensate per voi:

 CAMMINATA PER LA PACE

GIOCHI E GONFIABILI PER BAMBINI

DEFINITIVA camminata 2014.pdf (394670)

 

 

TORNEO DI CALCETTO

 

TORNEO DI CALCIO BALILLA

tornei festa madonna 2014.pdf (299869)

 

 

PROCESSIONE S. MARIA DELLA PACE 2014

Come annunciato pubblicamente negli avvisi delle Sante Messe festive, per consentire a tutti coloro che lo desiderano di portare la statua della Madonna della Pace in processione, si raccolgono in ufficio parrocchiale le adesioni dei fedeli interessati. I portatori saranno poi convocati dal Parroco per un incontro spirtuale e organizzativo che aiuti i volontari a prestare un degno servizio in spirito di comunione fraterna e autentica devozione mariana.

 

 

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».  Mt 16, 21-27

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (A)

 

Trova le differenze:

 

Nel vangelo di questa domenica, incontriamo Gesù che, ritiratosi sul monte, prega per tutta la notte. Il Signore, in disparte sia dalla gente che dai discepoli, manifesta la sua intimità con il Padre e la necessità di pregare in solitudine, al riparo dai tumulti del mondo. Questo allontanarsi, però, non deve essere inteso come un disinteresse verso le persone o come un abbandono degli Apostoli. Anzi - narra san Matteo – fece salire i discepoli sulla barca per “precederlo sull’altra riva” (Mt 14,22), per incontrarli di nuovo. Nel frattempo, la barca “distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario” (v. 24), ed ecco che “sul finire della notte [Gesù] andò verso di loro camminando sul mare” (v. 25); i discepoli furono sconvolti e scambiandolo per un fantasma “gridarono dalla paura” (v. 26), non lo riconobbero, non capirono che si trattava del Signore. Ma Gesù li rassicura: “Coraggio, sono io, non abbiate paura!” (v. 27). E’ un episodio, del quale i Padri della Chiesa hanno colto una grande ricchezza di significato. Il mare simboleggia la vita presente, e l’instabilità del mondo visibile; la tempesta indica ogni sorta di tribolazione, di difficoltà, che opprime l’uomo. La barca, invece, rappresenta la Chiesa costruita da Cristo e guidata dagli Apostoli. Gesù vuole educare i discepoli a sopportare con coraggio le avversità della vita, confidando in Dio, in Colui che si è rivelato al profeta Elia sull’Oreb nel “sussurro di una brezza leggera” (1 Re 19,12). Il brano continua poi con il gesto dell’apostolo Pietro, il quale, preso da uno slancio di amore verso il Maestro, chiese di andargli incontro, camminando sulle acque. “Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!»” (Mt 14,30). Sant’Agostino, immaginando di rivolgersi all’apostolo, commenta: il Signore “sì è abbassato e t'ha preso per mano. Con le tue sole forze non puoi alzarti. Stringi la mano di Colui che scende fino a te” (Enarr. in Ps. 95,7: PL 36, 1233) e dice questo non solo a Pietro, ma lo dice anche a noi. Pietro cammina sulle acque non per la propria forza, ma per la grazia divina, in cui crede, e quando viene sopraffatto dal dubbio, quando non fissa più lo sguardo su Gesù, ma ha paura del vento, quando non si fida pienamente della parola del Maestro, vuol dire che si sta interiormente allontanando da Lui ed è allora che rischia di affondare nel mare della vita, e così anche per noi: se guardiamo solo a noi stessi, diventiamo dipendenti dai venti e non possiamo più passare sulle tempeste, sulle acque della vita. Il grande pensatore Romano Guardini scrive che il Signore “è sempre vicino, essendo alla radice del nostro essere. Tuttavia, dobbiamo sperimentare il nostro rapporto con Dio tra i poli della lontananza e della vicinanza. Dalla vicinanza siamo fortificati, dalla lontananza messi alla prova” (Accettare se stessi, Brescia 1992, 71).

Benedetto XVI, Angelus 7 agosto 2011

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

"VOI STESSI DATE LORO DA MANGIARE!" (Mt 14, 16)

 

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 

 

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”». Mt 13, 24-30

VOTIAMO IL PROGETTO :

LEGGIAMO IN ORATORIO 

Cari amici votiamo e facciamo votare questo Progetto a cui la Parrocchia Santa Maria della Pace sta partecipando. è un'iniziativa di Bricocenter. La vincita permetterà di ottenere 1000euro in attrezzature per poter creare una biblioteca per ragazzi all'interno del nostro oratorio!

casabrico.bricocenter.it/insieme-per-il-quartiere/v/leggiamo-in-oratorio/

per votare il Progetto basta andare sul sito o chiedere informazioni direttamente al negozio Bricocenter. si vota dal 10 al 13 luglio!
ecco il regolamento e la pagina in cui è inserito il nostro Progetto. Andate a dare un'occhiata al sito!!!

casabrico.bricocenter.it/insieme-per-il-quartiere/

 

 

Parrocchia

"S. MARIA DELLA PACE" - Lecce

XV DOMENICA

DEL TEMPO ORDINARIO (A)

 

La tua parola è seminata

nei nostri cuori...

ISCRIVETEVI AL TORNEO !!!!!

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro... 

Mt 11, 25-30

SOLENNITA' DEI SANTI PIETRO E PAOLO


"E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli"
(Mt 16, 17-19)

ORARI DELLE CELEBRAZIONI

AVVISO IMPORTANTE:

A partire da domenica 29 giugno

cambia l'orario delle

S. Messe della domenica e dei giorni festivi

che saranno celebrate

alle ore 08.00 al mattino e alle ore 20.00 alla sera.

(Resta invariato l'orario delle 18.30

per le messe feriali e pre - festive).

SOLENNITA' DEL CORPUS DOMINI

La parola “comunione”, che noi usiamo anche per designare l’Eucaristia, riassume in sé la dimensione verticale e quella orizzontale del dono di Cristo. E’ bella e molto eloquente l’espressione “ricevere la comunione” riferita all’atto di mangiare il Pane eucaristico. In effetti, quando compiamo questo atto, noi entriamo in comunione con la vita stessa di Gesù, nel dinamismo di questa vita che si dona a noi e per noi. Da Dio, attraverso Gesù, fino a noi: un’unica comunione si trasmette nella santa Eucaristia. Lo abbiamo ascoltato poco fa, nella seconda Lettura, dalle parole dell’apostolo Paolo rivolte ai cristiani di Corinto: “Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane” (1 Cor 10,16-17). Sant’Agostino ci aiuta a comprendere la dinamica della comunione eucaristica quando fa riferimento ad una sorta di visione che ebbe, nella quale Gesù gli disse: “Io sono il cibo dei forti. Cresci e mi avrai. Tu non trasformerai me in te, come il cibo del corpo, ma sarai tu ad essere trasformato in me” (Conf. VII, 10, 18). Mentre dunque il cibo corporale viene assimilato dal nostro organismo e contribuisce al suo sostentamento, nel caso dell’Eucaristia si tratta di un Pane differente: non siamo noi ad assimilarlo, ma esso ci assimila a sé, così che diventiamo conformi a Gesù Cristo, membra del suo corpo, una cosa sola con Lui. (Benedetto XVI, Omelia Corpus Domini 2011)

LA TRINITA' TI SALVA LA VITA!!!

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri; vieni, datore dei doni; vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto, ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo; nella calura, riparo; nel pianto, conforto.

O luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli...

 

"In attesa dello Spirito"

 

SOLENNE VEGLIA DIOCESANA

DI PENTECOSTE

SABATO 7 GIUGNO

ore 20.00 piazza Duomo a Lecce

 

 

ASCENSIONE

DI NOSTRO SIGNORE

GESU' CRISTO

 

"Mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo»." (Atti 1, 10-11 )

IL 29 MAGGIO

RICORRE IL TERZO ANNIVERSARIO

DELLA MORTE DEL COMPIANTO

ARCIVESCOVO METROPOLITA

MONS. COSMO FRANCESCO RUPPI,.

ALLE ORE 19,00

NELLA CHIESA CATTEDRALE

SANTA MESSA DI SUFFRAGIO

PRESIEDUTA

DAL VESCOVO DOMENICO

GUARDATE L'INTERVISTA REALIZZATA AL TERMINE DEL SUO SERVIZIO PASTORALE NELLA DIOCESI

www.youtube.com/watch?v=uh6zmuSYk9Q

 

 

"Se mi amate davvero...

osserverete i miei comadamenti!"

VI domenica di Pasqua

 

V domenica di Pasqua

 

"IO SONO LA VIA, LA VERITA' E LA VITA..."

DOMENICA 18 MAGGIO 2014

DALLE ORE 08.30 ALLE ORE 11.30

DONAZIONE DI SANGUE

PRESSO IL CENTRO POLITRASFUSIONALE DELL'OSPEDALE "VITO FAZZI"

 

IV DOMENICA DI PASQUA

Domenica del Buon Pastore

 

"IO SONO LA PORTA DELLE PECORE..."

III DOMENICA DI PASQUA

 

"Resta con noi, Signore!"

1° MAGGIO DI COMUNITÀ

Pellegrinaggio al

Monastero benedettino di Picciano

(dove vivono i Monaci Benedettini Olivetani

che hanno fondato la nostra parrocchia)

e visita di Matera.

 

Partenza alle ore 07.30

dal piazzale vicino alla nostra chiesa parrocchiale

Info e prenotazioni in ufficio parrocchiale

Organizzazione tecnica

“Crusi Viaggi”

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!».

Leggi l'omelia pasquale di Papa Francesco:

Il Vangelo della risurrezione di Gesù Cristo incomincia con il cammino delle donne verso il sepolcro, all’alba del giorno dopo il sabato. Esse vanno alla tomba, per onorare il corpo del Signore, ma la trovano aperta e vuota. Un angelo potente dice loro: «Voi non abbiate paura!» (Mt 28,5), e ordina di andare a portare la notizia ai discepoli: «È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea» (v. 7).  Le donne corrono via subito, e lungo la strada Gesù stesso si fa loro incontro e dice: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno» (v. 10). “Non abbiate paura”, “non temete”: è una voce che incoraggia ad aprire il cuore per ricevere questo annuncio.

Dopo la morte del Maestro, i discepoli si erano dispersi; la loro fede si era infranta, tutto sembrava finito, crollate le certezze, spente le speranze. Ma ora, quell’annuncio delle donne, benché incredibile, giungeva come un raggio di luce nel buio. La notizia si sparge: Gesù è risorto, come aveva predetto… E anche quel comando di andare in Galilea; per due volte le donne l’avevano sentito, prima dall’angelo, poi da Gesù stesso: «Che vadano in Galilea, là mi vedranno». “Non temete” e “andate in Galilea”.

La Galilea è il luogo della prima chiamata, dove tutto era iniziato! Tornare là, tornare al luogo della prima chiamata. Sulla riva del lago Gesù era passato, mentre i pescatori stavano sistemando le reti. Li aveva chiamati, e loro avevano lasciato tutto e lo avevano seguito (cfr Mt 4,18-22).

Ritornare in Galilea vuol dire rileggere tutto a partire dalla croce e dalla vittoria; senza paura, “non temete”. Rileggere tutto – la predicazione, i miracoli, la nuova comunità, gli entusiasmi e le defezioni, fino al tradimento – rileggere tutto a partire dalla fine, che è un nuovo inizio, da questo supremo atto d’amore.

Anche per ognuno di noi c’è una “Galilea” all’origine del cammino con Gesù. “Andare in Galilea” significa qualcosa di bello, significa per noi riscoprire il nostro Battesimo come sorgente viva, attingere energia nuova alla radice della nostra fede e della nostra esperienza cristiana. Tornare in Galilea significa anzitutto tornare lì, a quel punto incandescente in cui la Grazia di Dio mi ha toccato all’inizio del cammino. E’ da quella scintilla che posso accendere il fuoco per l’oggi, per ogni giorno, e portare calore e luce ai miei fratelli e alle mie sorelle. Da quella scintilla si accende una gioia umile, una gioia che non offende il dolore e la disperazione, una gioia buona e mite.

Nella vita del cristiano, dopo il Battesimo, c’è anche un’altra “Galilea”, una “Galilea” più esistenziale: l’esperienza dell’incontro personale con Gesù Cristo, che mi ha chiamato a seguirlo e a partecipare alla sua missione. In questo senso, tornare in Galilea significa custodire nel cuore la memoria viva di questa chiamata, quando Gesù è passato sulla mia strada, mi ha guardato con misericordia, mi ha chiesto di seguirlo; tornare in Galilea significa recuperare la memoria di quel momento in cui i suoi occhi si sono incrociati con i miei, il momento in cui mi ha fatto sentire che mi amava.

Oggi, in questa notte, ognuno di noi può domandarsi: qual è la mia Galilea?Si tratta di fare memoria, andare indietro col ricordo. Dov’è la mia Galilea? La ricordo? L’ho dimenticata? Cercala e la troverai! Lì ti aspetta il Signore. Sono andato per strade e sentieri che me l’hanno fatta dimenticare. Signore, aiutami: dimmi qual è la mia Galilea; sai, io voglio ritornare là per incontrarti e lasciarmi abbracciare dalla tua misericordia. Non abbiate paura, non temete, tornate in Galilea!

Il Vangelo è chiaro: bisogna ritornare là, per vedere Gesù risorto, e diventare testimoni della sua risurrezione. Non è un ritorno indietro, non è una nostalgia. E’ ritornare al primo amore, per ricevere il fuoco che Gesù ha acceso nel mondo, e portarlo a tutti, sino ai confini della terra. Tornare in Galilea senza paura.

«Galilea delle genti» (Mt 4,15; Is 8,23): orizzonte del Risorto, orizzonte della Chiesa; desiderio intenso di incontro… Mettiamoci in cammino!

ORARIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE

NELLA SETTIMANA SANTA

LOCANDINA SETTIMANA SANTA 2014 PER SITO.docx (259267)

 

GIOVEDÌ SANTO

Messa crismale (DUOMO)     ore 09.30

Messa in Coena Domini          ore  19.30

Adorazione comunitaria         ore 23.00

VENERDÌ SANTO

                      Ufficio delle letture e Lodi      ore  08.30

                      Ora Media                                 ore  15.00

                      Celebrazione della Passione  ore  19.00

                      Via Crucis nel quartiere           ore 20.00

SABATO SANTO

               Ufficio delle letture e Lodi       ore 08.30

               Solenne Veglia Pasquale         ore 22.30

DOMENICA DI PASQUA             

 S. Messe                                   ore 08.00; 10.30; 18.30

             _____________________

CONFESSIONI

     Venerdì ore 9.00-11.00   e  15.30-18.30

     Sabato  ore 9.00-12.00  e  16.00-20.00

 e comunque ogni giorno fuori dall’orario delle celebrazioni

 

DOMENICA DELLE PALME

"La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!»". Mt 21, 7

V Domenica di Quaresima

«Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?»

DOMENICA 6 APRILE

CONCLUSIONE DEL CAMMINO DI PREPARAZIONE

AL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO.

I NUBENDI ANIMERANNO

LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA DELLE ORE 10,30

 

"Quando Gesù trovò il cieco che aveva guarito, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui." (Gv 9, 35-38)

Venerdì 28 Marzo ore 17.00 - Sabato 29 ore 17.00

CHIESA CATTEDRALE DI LECCE

PREGHIERA E CONFESSIONI NO STOP

________________________

Turno della nostra comunità parrocchiale

Venerdì 28 marzo dalle 23.00 alle 24.00

 

Preghiera dei ragazzi del catechismo e dei loro genitori

Sabato 29 marzo dalle ore 15.30

 

III DOMENICA DI QUARESIMA

Se beviamo dalle acque profonde del tuo amore non avremo più sete

La donna samaritana della quale si parla, può apparire come una rappresentante dell'uomo moderno, della vita moderna. Ha avuto cinque mariti e convive con un altro uomo. Faceva ampio uso della sua libertà e tuttavia non diventava più libera, anzi diventava più vuota... Non nel saturare continuamente la mancanza apparente consiste il destino del vivere. Piuttosto nel comprendere dove stia la vera mancanza e nell’incontrare chi possa realmente non solo colmarla, ma renderla sorgente che zampilla per la vita eterna, fonte che disseta non solo l’assetato, ma, nell’annunzio del vangelo, ogni uomo.

Dal discorso del papa Benedetto XVI al termine della visita pastorale alla parrocchia romana di Santa Maria Liberatrice a Testaccio del 24/2/2008

ASCOLTATELO!!!

II DOMENICA DI QUARESIMA

"...una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo»." (Mt 17, 1-9)

I NOSTRI MINISTRANTI

SI INCONTRANO

OGNI GIOVEDI' DOPO LA MESSA

ALLE ORE 18.30

PER PREGARE,

PREPARARE LE CELEBRAZIONI SOLENNI

E GIOCARE IN ORATORIO

A partire dalla I domenica di Quaresima,

vi proporremo ogni settimana

una vignetta spirituale:

quasi un'omelia a colori...

Ringraziamo la diocesi di Malaga in Spagna e il disegnatore Fano...

Buona meditazione...

Gesù ha una strada da percorrere che il Padre ha tracciato per lui! Gesù è intenzionato a percorrerla fino in fondo: Lui fa sul serio!!! Le sue tentazioni come le nostre altro non sono che il tentativo da parte del diavolo di farci abbandonare la via che Dio ci chiede di percorrere con fede e amore per essere fecondi e portare frutti di resurrezione.

Qual è, Signore, la via che concretamente mi chiedi percorrere?

Sono disposto come Gesù a percorrerla fidandomi di te?

Cosa mi fa deviare in questo momento dalla tua strada?

L'Arcivescovo di Lecce

ha nominato il nostro don Alberto

VICARIO PARROCCHIALE

della Parrocchia "Maria SS. Assunta"

in Cavallino.

 

 

 

SABATO 22 FEBBRAIO

ORE 18.00

NELLA CHIESA CATTEDRALE

SOLENNE CONCELEBRAZIONE

PER LA CHIUSURA DELLA VISITA PASTORALE.

Sarà pertanto soppressa

in tutte le chiese parrocchiali e rettoriali

la celebrazione delle

S. Messe del sabato sera

 


www.santiebeati.it/dettaglio/22750

 

 

 

 

PUBBLICHIAMO VOLENTIERI

LA LETTERA APERTA

DEI FAMILIARI DEI NOSTRI AMICI E  FRATELLI

DINO E VERONICA.

Oggi non è semplice incontrare persone che, pur provate così duramente dalla vita e dall'indifferenza degli altri, si mostrino così miti e pacate.

Grazie anche per questa ennesima lezione di vita.

 

 

m.leccesette.it/dettaglio.asp?id_dett=17719&id_rub=59

IERI POMERIGGIO, NELLA CHIESA DEI SANTI NICOLO' E CATALDO AL CIMITERO COMUNALE DI LECCE, SI SONO SVOLTI I FUNERALI DEI NOSTRI FRATELLI DINO E VERONICA, CELEBRATI DAL NOSTRO PARROCO DON SIMONE.

RIPORTIAMO ALCUNI STRALCI DELL'OMELIA A BRACCIO PERCHE' LA VOCE DEI POVERI POSSA CONTINUARE A RISUONARE NEI CUORI E NELLE COSCIENZE DEI LECCESI.

(Abbiamo scelto due tra le testate locali che hanno fornito il resoconto più fedele dell'omelia)

www.futuratv.it/cronaca/16645-ultimo-saluto-per-dino-e-veronica-don-simone-e-la-morte-di-una-citta.html

www.leccesette.it/dettaglio.asp?id_dett=17680&id_rub=58

 

Ieri sera, lo staff dei Cantieri Teatrali Koreja ha invitato me, don Alberto e il Vescovo Domenico ad assistere a Pinocchio, uno spettacolo straordinario sull'attaccamento alla vita da parte di chi ha vissuto la tragica esperienza del coma dopo un incidente stradale. Un inno alla vita che apre la mente e il cuore dello spettatore, condotto per mano da un narratore che offre ai protagonisti la possibilità di raccontare l'ineffabile esperienza del risveglio ed, infine, di rivivere per rielaborare i drammatici istanti dell'incidente. La musica e la spontaneità dei gesti fanno comprendere che nella vita chi soffre e riesce a rialzarsi, come Pinocchio diventato ormai bambino, può guardare divertito il burattino di legno che è stato ieri!

Questa sera si replica! Un consiglio dal profondo del cuore ad amici e parrocchiani: non perdete questa opportunità!!!

don Simone

http://www.teatrokoreja.it/koreja/rassegne.php?actionToDo=showEventSheet&eventID=565

 

 

ADORAZIONE EUCARISTICA

E CONFESSIONI

A partire da questa sera e per coinvolgere altri fedeli, proponiamo tre turni di preghiera durante l'adorazione eucaristica del giovedì.

Scegli un turno e assicura la tua presenza in chiesa per adorare Nostro SIgnore Gesù Cristo:

Esposizione eucaristica (al termine della S. Messa)

1° turno (h. 18.30 - 19.00)

2° turno (h. 19.00 - 19.30)

3° turno (h. 19.30 - 20.00)

Benedizione eucaristica (h. 20.00)

Durante la preghiera potrai anche accostarti fruttuosamente al Sacramento della Riconcialiazione.

 

Ogni sabato e domenica, i fedeli potranno prenotare il proprio turno di preghiera, su apposito spazio della bacheca di comunità all'ingresso della chiesa parrocchiale

DON ALBERTO : " SACERDOTE IN ETERNO "

OMELIA

DEL SANTO PADRE FRANCESCO

NEI PRIMI VESPRI DELLA SOLENNITA' DI

MARIA SS. MADRE DI DIO

L’apostolo Giovanni definisce il tempo presente in modo preciso: «È giunta l’ultima ora» (1 Gv 2,18). Questa affermazione – che ricorre nella Messa del 31 dicembre – sta a significare che con la venuta di Dio nella storia siamo già nei tempi “ultimi”, dopo i quali il passaggio finale sarà la seconda e definitiva venuta di Cristo. Naturalmente qui si parla della qualità del tempo, non della quantità. Con Gesù è venuta la “pienezza” del tempo, pienezza di significato e pienezza di salvezza. E non ci sarà più una nuova rivelazione, ma la manifestazione piena di ciò che Gesù ha già rivelato. In questo senso siamo nell’“ultima ora”; ogni momento della nostra vita non è provvisorio, è definitivo, e ogni nostra azione è carica di eternità; infatti, la risposta che diamo oggi a Dio che ci ama in Gesù Cristo, incide sul nostro futuro.

La visione biblica e cristiana del tempo e della storia non è ciclica, ma lineare: è un cammino che va verso un compimento. Un anno che è passato, quindi, non ci porta ad una realtà che finisce ma ad una realtà che si compie, è un ulteriore passo verso la meta che sta davanti a noi: una meta di speranza una meta di felicità, perché incontreremo Dio, ragione della nostra speranza e fonte della nostra letizia.

Mentre giunge al termine l’anno 2013, raccogliamo, come in una cesta, i giorni, le settimane, i mesi che abbiamo vissuto, per offrire tutto al Signore. E domandiamoci coraggiosamente: come abbiamo vissuto il tempo che Lui ci ha donato? Lo abbiamo usato soprattutto per noi stessi, per i nostri interessi, o abbiamo saputo spenderlo anche per gli altri? Quanto tempo abbiamo riservato per stare con Dio, nella preghiera, nel silenzio, nella adorazione?

E poi pensiamo, noi cittadini romani, pensiamo a questa città di Roma. Che cosa è successo quest’anno? Che cosa sta succedendo, e che cosa succederà? Com’è la qualità della vita in questa Città? Dipende da tutti noi! Com’è la qualità della nostra “cittadinanza”? Quest’anno abbiamo contribuito, nel nostro “piccolo”, a renderla vivibile, ordinata, accogliente? In effetti, il volto di una città è come un mosaico le cui tessere sono tutti coloro che vi abitano. Certo, chi è investito di autorità ha maggiore responsabilità, ma ciascuno di noi è corresponsabile, nel bene e nel male.

Roma è una città di una bellezza unica. Il suo patrimonio spirituale e culturale è straordinario. Eppure, anche a Roma ci sono tante persone segnate da miserie materiali e morali, persone povere, infelici, sofferenti, che interpellano la coscienza di ogni cittadino. A Roma forse sentiamo più forte questo contrasto tra l’ambiente maestoso e carico di bellezza artistica, e il disagio sociale di chi fa più fatica.

Roma è una città piena di turisti, ma anche piena di rifugiati. Roma è piena di gente che lavora, ma anche di persone che non trovano lavoro o svolgono lavori sottopagati e a volte indegni; e tutti hanno il diritto ad essere trattati con lo stesso atteggiamento di accoglienza e di equità, perché ognuno è portatore di dignità umana.

È l’ultimo giorno dell’anno. Che cosa faremo, come agiremo nel prossimo anno, per rendere un poco migliore la nostra Città? La Roma dell’anno nuovo avrà un volto ancora più bello se sarà ancora più ricca di umanità, ospitale, accogliente; se tutti noi saremo attenti e generosi verso chi è in difficoltà; se sapremo collaborare con spirito costruttivo e solidale, per il bene di tutti. La Roma dell’anno nuovo sarà migliore se non ci saranno persone che la guardano “da lontano”, in cartolina, che guardano la sua vita solo “dal balcone”, senza coinvolgersi in tanti problemi umani, problemi di uomini e donne che, alla fine… e dal principio, lo vogliamo o no, sono nostri fratelli. In questa prospettiva, la Chiesa di Roma si sente impegnata a dare il proprio contributo alla vita e al futuro della Città - è il suo dovere! -, si sente impegnata ad animarla con il lievito del Vangelo, ad essere segno e strumento della misericordia di Dio.

Questa sera concludiamo l’Anno del Signore 2013 ringraziando e anche chiedendo perdono. Le due cose insieme: ringraziare e chiedere perdono. Ringraziamo per tutti i benefici che Dio ci ha elargito, e soprattutto per la sua pazienza e la sua fedeltà, che si manifestano nel succedersi dei tempi, ma in modo singolare nella pienezza del tempo, quando «Dio mandò il suo Figlio, nato da donna» (Gal 4,4). La Madre di Dio, nel cui nome domani inizieremo un nuovo tratto del nostro pellegrinaggio terreno, ci insegni ad accogliere il Dio fatto uomo, perché ogni anno, ogni mese, ogni giorno sia colmo del suo eterno Amore. Così sia!

SCARICATE E MEDITATE L'ESORTAZIONE APOSTOLICA

DI PAPA FRANCESCO

"EVANGELII GAUDIUM"

 

www.vatican.va/holy_father/francesco/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium_it.html

IL PICCOLO PRINCIPE E LA VOLPE

Legami, affetto e responsabilità 

             

www.parrocchiando.it/forum/topic110.html

 

 

"L'amore di Dio per noi è questione fondamentale per la vita e pone domande decisive su chi è Dio e chi siamo noi. Al riguardo, ci ostacola innanzitutto un problema di linguaggio. Il termine « amore » è oggi diventato una delle parole più usate ed anche abusate, alla quale annettiamo accezioni del tutto differenti. Anche se il tema di questa Enciclica si concentra sulla questione della comprensione e della prassi dell'amore nella Sacra Scrittura e nella Tradizione della Chiesa, non possiamo semplicemente prescindere dal significato che questa parola possiede nelle varie culture e nel linguaggio odierno." (Benedetto XVI, Lettera Enciclica "Deus Caritas est", n.2)

 

VI INVITIAMO A SEGUIRE SU QUESTO SITO

IL PERCORSO DI RIFLESSIONE E RICERCA SUL TEMA DELL'AMORE

OFFERTO AI GIOVANI DELLA NOSTRA PARROCCHIA.

IN CHE TERMINI OGGI IL MONDO PARLA DI AMORE?

L'AMORE

NELLA CULTURA, NELLA MUSICA,

NELLA LETTERATURA, NEL CINEMA E NEI MEDIA

 

VISITATE LA NOSTRA PAGINA :  www.santamariadellapacelecce.it/giovani/

 

 

ORATORIO

Ogni Lunedì / ore 18,30

LABORATORIO DI CHITARRA.

 

Ogni Mercoledì / ore 18,30

LABORATORIO DI BATTERIA E TASTIERA.

 

SCARICATE IL MODULO DI ISCRIZIONE:


Modulo iscrizione laboratorio musicale.docx (120,3 kB)

MAGISTERO DI PAPA FRANCESCO

Leggi l'omelia tenuta in occasione della celebrazione della Solennità di Tutti i Santi

www.vatican.va/holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20131101_omelia-ognissanti_it.html

Papa Francesco: La lotta di un cristiano contro il male è anche confessare con sincerità e concretezza i peccati

Omelia del 25 Ottobre 2013

Pubblicato in Omelie a Casa Santa Marta

Avere il coraggio davanti al confessore di chiamare i peccati con il loro nome, senza nasconderli. L’omelia di questa mattina, nella Messa celebrata a Casa Santa Marta, è stata interamente incentrata da Papa Francesco sul Sacramento della Riconciliazione. Confessarsi, ha detto, è andare incontro all’amore di Gesù con sincerità di cuore e con la trasparenza dei bambini, non rifiutando ma anzi accogliendo la “grazia della vergogna”, che fa percepire il perdono di Dio. 

Per molti credenti adulti, confessarsi davanti al sacerdote è uno sforzo insostenibile – che induce sovente a scansare il Sacramento – o una pena tale che al dunque trasforma un momento di verità in un esercizio di finzione. San Paolo, nella Lettera ai Romani commentata da Papa Francesco, fa esattamente il contrario: ammette pubblicamente davanti alla comunità che nella “sua carne non abita il bene”. Afferma di essere uno “schiavo” che non fa il bene che vuole, ma compie il male che non vuole. Questo accade nella vita di fede, osserva il Papa, per cui “quando voglio fare il bene, il male è accanto a me”:

“E questa è la lotta dei cristiani. E’ la nostra lotta di tutti i giorni. E noi non sempre abbiamo il coraggio di parlare come parla Paolo su questa lotta. Sempre cerchiamo una via di giustificazione: ‘Ma sì, siamo tutti peccatori’. Ma, lo diciamo così, no? Questo lo dice drammaticamente: è la lotta nostra. E se noi non riconosciamo questo, mai possiamo avere il perdono di Dio. Perché se l’essere peccatore è una parola, un modo di dire, una maniera di dire, non abbiamo bisogno del perdono di Dio. Ma se è una realtà, che ci fa schiavi, abbiamo bisogno di questa liberazione interiore del Signore, di quella forza. Ma più importante qui è che per trovare la via d’uscita, Paolo confessa alla comunità il suo peccato, la sua tendenza al peccato. Non la nasconde”.

La confessione dei peccati fatta con umiltà è ciò “che la Chiesa chiede a tutti noi”, ricorda Papa Francesco, che cita anche l’invito di S. Giacomo: “Confessate tra voi i peccati”. Ma “non – chiarisce il Papa – per fare pubblicità”, ma “per dare gloria a Dio” e riconoscere che è “Lui che mi salva”. Ecco perché, prosegue il Papa, per confessarsi si va dal fratello, “il fratello prete”: è per comportarsi come Paolo. Soprattutto, sottolinea, con la stessa “concretezza”:

“Alcuni dicono: ‘Ah, io mi confesso con Dio’. Ma è facile, è come confessarti per e-mail, no? Dio è là lontano, io dico le cose e non c’è un faccia a faccia, non c’è un quattrocchi. Paolo confessa la sua debolezza ai fratelli faccia a faccia. Altri: ‘No, io vado a confessarmi’ ma si confessano di cose tanto eteree, tanto nell’aria, che non hanno nessuna concretezza. E quello è lo stesso che non farlo. Confessare i nostri peccati non è andare ad una seduta di psichiatria, neppure andare in una sala di tortura: è dire al Signore ‘Signore sono peccatore’, ma dirlo tramite il fratello, perché questo dire sia anche concreto. ‘E sono peccatore per questo, per questo e per questo’”.

Concretezza, onestà e anche – soggiunge Papa Francesco – una sincera capacità di vergognarsi dei propri sbagli: non ci sono viottoli in ombra alternativi alla strada aperta che porta al perdono di Dio, a percepire nel profondo del cuore il suo perdono e il suo amore. E qui il Papa indica chi imitare, i bambini:

“I piccoli hanno quella saggezza: quando un bambino viene a confessarsi, mai dice una cosa generale. ‘Ma, padre ho fatto questo e ho fatto questo a mia zia, all’altro ho detto questa parola’ e dicono la parola. Ma sono concreti, eh? Hanno quella semplicità della verità. E noi abbiamo sempre la tendenza di nascondere la realtà delle nostre miserie. Ma c’è una cosa bella: quando noi confessiamo i nostri peccati come sono alla presenza di Dio, sempre sentiamo quella grazia della vergogna. Vergognarsi davanti a Dio è una grazia. E’ una grazia: ‘Io mi vergogno’. Pensiamo a Pietro quando, dopo il miracolo di Gesù nel lago: ‘Ma, Signore, allontanati da me, io sono peccatore’. Si vergognava del suo peccato davanti alla santità di Gesù Cristo”.

Fonte: Alessandro De Carolis per Radio Vaticana 25 ottobre 2013

CAMPO DI CALCETTO

CALCIO A OTTO A LECCE??? A BORGO PACE SI PUO'!!! Sono in programma i lavori di manutenzione del nostro campo da calcetto: ripascimento fondo in terra, bandierine, reti, spogliatoi...Ed ogni settimana partita delle vecchie glorie!

CORO "MADONNA DELLA PACE"

Unisciti al nostro coro liturgico: un gruppo di fedeli che con entusiasmo e passione anima le nostre celebrazioni liturgiche sotto la allegra e sapiente guida dei maestri Giuliano e Antonella. Vi aspettiamo per le prove settimanali ogni lunedì sera alle ore 20,00.

CALENDARIO SETTIMANALE

GRUPPO GIOVANISSIMI

29.09.2017 20:59
I GRUPPI POST-CRESIMA E GIOVANISSIMI SI RIUNISCONO OGNI GIOVEDI' ALLE ORE 19,30.

ORARIO S. MESSE FESTIVE

10.09.2017 10:41
A partire da domenica 10 settembre riprende la celebrazione della S. MESSA delle ore 10,30.

BIBLIOTECA DEI RAGAZZI

18.02.2015 17:25
Orari apertura biblioteca per la consultazione e il prestito: ogni giorno (18,00 - 20,00), sabato pomeriggio (dopo il catechismo) e domenica (dopo la messa dei fanciulli)

ORATORIO PARROCCHIALE

20.01.2015 18:54
L'ORATORIO PARROCCHIALE apre tutti i giorni dalle ore 18,00 alle ore 20,30 ( escluso il sabato). A disposizione per bambini, ragazzi e adulti: play station, ping-pong, calcio balilla, sala conferenze, teatro parrocchiale, campo di calcio a 5 o 6, volley, basket, biblioteca ragazzi e molto altro...

LINK AL SITO UFFICIALE DELL'ARCIDIOCESI DI LECCE:

www.diocesilecce.org/

La Parola di Dio

del giorno:

www.lachiesa.it/liturgia/

TRIDUO PASQUALE 2016

Lasciamo che Simone di Cirene accompagni la nostra comunità fino alla Pasqua di Resurrezione.

Nel quadro "Simone di Cirene", parte di un ciclo pittorico raffigurante l'intera passione di Gesù, l'attenzione è focalizzata su Simone di Cirene che aiuta Gesù a portare la croce nella salita verso la collina del Golgota. Gesù e Simone come viaggiatori sulla stessa strada: corpo che sostiene corpo, spalla a spalla, guancia a guancia. Simone accettando di aiutare Gesù si mette dalla sua parte e assume il suo stesso sgurdo sul mondo e sull'umanità.

Sieger Köder nasce il 3 gennaio 1925 a Wasseralfingen, in Germania, dove termina i suoi studi. Durante la seconda guerra mondiale viene mandato in Francia come soldato di frontiera ed è fatto prigioniero di guerra. Tornato dalla prigionia, frequenta la scuola dell'Accademia dell'arte di Stoccarda fino al 1951; quindi studia filologia inglese all'università di Tubinga (come parte della sua formazione di insegnante).
Dopo 12 anni d’insegnamento di arte e di attività come artista, Köder intraprende gli studi teologici per il sacerdozio e, nel 1971, viene ordinato prete cattolico. Dal 1975 al 1995, padre Köder esercita il suo ministero come parroco della parrocchia in Hohenberg e Rosenberg e oggi vive in pensione ad Ellwangen, non lontano da Stoccarda.
Gli anni del suo ministero di prete sono fra i più prolifici come ispirazione per le opere d'arte. C’è completa sinergia fra il Köder ministro e l’artista. Usa le sue pitture come Gesù usava le sue parabole. "Rivela" la profondità del messaggio cristiano attraverso le metafore, spargendo luce e colore sulla vita e sulla storia umana. L'arte di Köder è caricata pesantemente della sua esperienza personale di guerra durante il periodo Nazista e il periodo dell’Olocausto.
Oltre agli impianti esegetici e alle storie bibliche, uno dei leitmotiv di Köder è l’Arlecchino. Controparte del robot moderno – una creazione della razionalità, della logica, della progettazione, e della precisione – Arlecchino simbolizza l’irrazionalità, la poesia, la libertà, il divertimento. Arlecchino corrisponde all'arte e all'artista. In più, dietro la facciata comica c’è la realtà di ognuno di noi. Infatti, "siamo tutti dei matti", dichiara Sieger Köder. Forse Arlecchino corrisponde anche alla "stravaganza" di Dio.

Sondaggio

Quali iniziative pastorali o esperienze vorresti poter vivere nella tua parrocchia?

Formazione e catechesi (56)
27%

Volontariato e assistenza ai bisognosi (30)
15%

Sport e attività ricreative (92)
45%

Teatro e musica (27)
13%

Voti totali: 205